Il riscatto di Afrodite: un viaggio tra corpi desideranti, desiderati e desiderabili

Il riscatto di Afrodite, in un titolo, attraverso un gioco di parole, è racchiuso il senso di un convegno con tutto il team di persone ed associazioni promotori ed organizzatori, capitanati dall’associazione Habilia onlus, presieduta da Vito D’Alosio che abbiamo voluto fortemente e di un progetto fotografico promosso dalla Codacons e realizzato attraverso lo sguardo e la sensibilità di Tiziana Luxardo, che spesso ha sposato campagne sociali, mettendo al loro servizio l’occhio discretamente indiscreto e lieve della sua macchina fotografica.

Lo sguardo è diretto verso i corpi di persone con disabilità, in particolare persone con mielolesione, quali corpi desideranti e desiderabili.

Corpi che sanno esprimere bellezza ed aitanza, se si riconoscono e valorizzano i loro tempi e ritmi e se si riconosce loro la possibilità di scegliere per la propria vita e di scegliersi.

Per andare al convegno, di cui sono stata relatrice, ho dovuto affrontare un viaggio fisico e geografico. Ma il viaggio è stato anche dentro e fuori me stessa, nelle mie paure, negli stereotipi che ho interiorizzato, forse, anch’io, facendoli diventare scomode convinzioni autolimitanti (scomode perchè hanno limitato, a volte, la mia vita e mi hanno indotto ad essere meno convinta di me stessa, delle mie possibilità e, di conseguenza, più rinunciataria… e questo processo fa torto a chiunque, al di là della sua specifica condizione esistenziale, che sia di disabilità o meno. E’ un meccanismo svalutante subdolo e sadico che davvero ci disabilita perchè ci convince che davvero abbiamo meno valore e meno capacità di quei “generici” altri, che a volte un po’ ci fanno paura ).

Ed è stato anche specchiarsi, per riconoscersi simili eppur diversi nei percorsi di vita, con chi era lì, come relatore o uditorio.

Condividere un momento e confrontarsi è sempre molto significativo: ci porta fuori cose e aspetti che, nel bene e nel male, non pensavamo di possedere. Capacità comunicative, competenze, abilità di problem solving, una certa “avventurosità”, ma anche dubbi, paure, che a volte ci fanno sentire sulle sabbie mobili nei momenti più impensati e che agiscono, spesso, nell’ombra.

Ed allora confrontare esperienze di vita e percorsi ci aiuta a sentirci meno soli, ma anche meno “anomali”. A quietare un senso di colpa, a volte infondato, (perchè magari non dipende o dipende in minima misura da noi) o, al contrario, ad assumerci consapevolmente la responsabilità del cambiamento possibile di alcuni comportamenti che ci stanno “boicottando”, cercando di invertire la direzione della nostra esistenza e puntando più in alto, tra la luna e le stelle, consapevoli che possiamo farcela, con impegno e determinazione.

Come Mauro, ad esempio, che pur non tacendo le difficoltà e la fatica, a volte raddoppiata e triplicata rispetto a chi non è in carrozzina, è stato un valente nuotatore a livello agonistico ed oggi idea percorsi educativi per far conoscere dal di dentro la disabilità.
 
O Giuliano che racconta la sua esperienza ed esorta i giovani a fare un tipo di fisioterapia mirata in base alla loro esigenze, per non perdere la capacità residua di camminare e per non sottoporre il proprio fisico a sforzi estremi ed usuranti, inseguendo il falso mito di sport inadeguati. A non vedere nella fisioterapia una “malaparola”.
 
Una storia, tante storie, per scattare una foto del proprio percorso e riscattare la propria dignità che passa anche dalla possibilità di riconoscersi “ospitati” in un corpo desiderante e desiderato.

Pubblicato nella La Scelta di Essere Io
Tania Sabatino

A proposito di Tania Sabatino

In bilico per necessità, “ficcanaso” per scelta, con la voglia di scoprire e raccontare storie di ordinario coraggio e voglia di vivere. Ho collaborato con testate come Il Denaro, Il Roma, Cinque W, Arte Nascosta. Le realtà che racconto, o su cui le mie riflessioni si allargano come cerchi nell'acqua, sono tutte contraddistinte dalla forza, dalla tenacia, dall’amore per la vita… a dispetto di tutto... Nel 2011 ho co-ideato e co-gestito un sito di costume e società Fattiitaliani. Sono dottoranda presso l’Università Parthenope e mi occupo, in quell'ambito, di diritto e disabilità. Mi piacciono i viaggi dell’anima e sono sempre alla ricerca di un nuovo punto di partenza a di approdo, che mi permetta di fermarmi a riflettere per poi ripartire.