Riflessioni di una giornata storta.

Sono solo attimi, quegli attimi nei quali il silenzio lascia fluire i pensieri come fiumi in piena e qui mi domando.

“Conosco davvero la mia ombra, così come credo di conoscere me stessa?”

Un’ombra la vedo, sì, ma si confonde con la mia, spesso è l’ombra di mia madre, che suo malgrado deve accompagnarmi quasi ovunque. E’ scontato che la nostra ombra ci segua, ma non che sia quella altrui, sebbene appartenga alla persona più amata.

Le basterebbe spostarsi di pochissimo per essere entrambe baciate dal sole.

Così gli occhi azzurri di mia madre, si accenderebbero di una bellezza ancor più folgorante.

E pensare che infondo mi sarebbe piaciuto passeggiare sulla spiaggia sotto i raggi del sole, sentire il ritmo del mio cuore e vedere i miei piedi tracciare le orme del cammino lasciandomi dietro i dolori sbiaditi sulla via del tramonto. Procedere poi in avanti marcando sulla sabbia il blu intenso del cielo e il chiarore delle stelle, giungendo così all’alba intensa del giorno nuovo e gioioso.

Due ombre troppo vicine se pur simili non potranno mai condividere gli stessi pensieri, nè la medesima luce, poichè ogni persona irradia colori e sfumature differenti.

Tutti provano emozioni  fatte di altre sillabe, di parole che non danno lo stesso nome alla felicità, nè la cercano nei luoghi del cuore, bensì sulla terra fragile e friabile che apre voragini sotto i nostri piedi, conviene correre, allontanarsi dall’inevitabile sprofondar nel nulla.                                                                           

Rifletto su queste mie metafore poco gioiose e sì, mi sento un fantasma, un ologramma, sto vagando tra i miei spazi bianchi,quei vuoti incolmabili dell’anima, privazioni di una donna cresciuta nell’incertezza, come una ballerina sui trampoli.

Penso alla maternità, negata, che il tempo biologico e crudele mi ha rubato, senza alcun rimorso per il mio dolore. Penso alle persone che la vita mi ha obbligato a salutare per sempre e tuttavia, non troverò un motivo sufficiente per mollare, perchè vivere è un pensiero libero e non il sentirsi schiava di un’abitudine, nè vittima del fato.

Non mi arrendo, perchè il sole sorge ogni mattina. Il sole è la stella più luminosa di ogni donna che sa lottare.

 

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Giusi

A proposito di Giusi

Sono una donna single di trentanove anni, ma in me vive ancora lo spirito gioviale di una bambina curiosa. Non mi ritengo infantile ne poco realista, perchè il dolore lo conosco da sempre, ma oggi lo vivo in modo consapevole come fosse un amico. Può rivelarsi estenuante affrontare una dipendenza fisica dalle altre persone, perchè c'è sempre qualcuno a limitare la voglia di agire e di essere. Forte di quell'esperienza scioccante che mi ha spezzato l'anima un milione di volte, a quella bimba ho insegnato ad asciugarsi le lacrime e diventar donna. Osservo, scovo e domando, sono una piccola ficcanaso dalle buone intenzioni. Mi definisco una raccontastorie, vivo di emozioni a fior di pelle. Un concentrato di pregi, difetti e qualche volta estremi. La bellezza che cerco è dentro me, poichè ciò che resta intorno è un goffo tentativo di vivere, come una funambola a un passo dal cadere nel vuoto. Io voglio aiutare con la mia presenza di spirito, con un ascolto costante e con parole misurate, mai invadenti, perchè anche il cuore più duro si scioglie davanti a un amore discreto.

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