Resta con me.

È un grido silenzioso, carico di un dolore infinito, di pensieri che non hai il coraggio di pronunciare ad alta voce perchè significherebbe ammettere di aver paura, di non esser pronta a dire addio, perchè vorrebbe dire che tutto ciò che temevi e cercavi di allontanare diventerà realtà, senza che tu però sappia davvero quando accadrà. Un grido la cui voce viene rotta da lacrime che ormai bagnano sorrisi stanchi. Devi sorridere, devi farlo per quegli occhi che ti guardano, che sembrano frugare fin dentro la tua anima tanto lo sguardo si fa profondo. Occhi smarriti e mani tremanti che continuano a cercarti, che ti afferrano, che non vogliono lasciarti e che tu non vuoi lasciare. Il tempo sembra fermarsi, ogni emozione si amplifica, ma tutto intorno ti accorgi esserci solo silenzio. Un silenzio fatto di assenze, di abbandoni, di appuntamenti mancati. Il silenzio di chi ha scelto di voltare le spalle a una realtà sì spaventosa, ma che nient’altro è che una vita che merita ancora più amore, rispetto, dignità e che voltandosi ha dato prova di codardia, egoismo e viltà. Un silenzio che però io instancabilmente e in ogni istante riempio di parole, che trasformo in musica anche quando vorrei solo piangere, anche quando il dolore sembra consumarmi l’anima e il cuore. Un silenzio che respingo con tutto l’amore che provo, a cui mai permetto di annientarmi anche quando sento di non essere più in grado di sopportare tanto dolore. Tutto ricade su chi resta. E chi resta, chi è rimasto, chi è stato scelto siamo noi. Tutto è ormai nostro. E allora me lo prendo questo diritto di dire, di urlare e di giudicare. Me lo prendo e non me ne vergogno. Me lo prendo e alzo di più la testa perchè queste mie parole sono parole che voglio che rimangano scritte, che devo a me stessa. Ho paura, ho un dolore dentro cocente, dilaniante, spaventoso. C’e il terrore a tenermi sveglia, c’è il timore di non fare abbastanza, di non essere all’altezza. C’è la paura di non essere pronta, di non riuscire a darti abbastanza. Ma non c’è solo questo. Davanti a una memoria che si perde, davanti a un cervello che piano giorno dopo giorno si spegne, cancella, dimentica, davanti al morbo di Alzheimer resta davvero solo l’amore. Grande, immenso, sconfinato, perfetto e puro. Ho scelto di allargare le spalle e combattere, a protezione di quel corpo, di quegli occhi che hanno dimenticato tutto di me. Mai nemmeno per un attimo lascio la presa e allora canto, batto le mani, disegno, imbocco, mi sporco le mani. Cambio pannoloni e rido anche quando la fretta mi ha fatto dimenticare di indossare i guanti e me le sporchi. E ancora spalmo creme, curo ogni particolare perchè voglio il massimo, voglio solo il meglio. Ma arriva il giorno in cui ti accorgi che quell’amore vessato da così tanto dolore ti ha cambiato. Ti cambia a tal punto che ti trasformi in un leone pronto ad attaccare. Arriva il giorno in cui accorgi che la tua anima non può più perdonare. E io non riesco a perdonare, non riesco più a giustificare. Lei c’è. È qui e ti guarda con quei suoi occhi profondi come il mare e che ti raccontano ancora mille cose. Lei ti cerca, lei ti sorride, ti accarezza, lei ti bacia, lei non smette di darti amore. Lei è la dolcezza, è la tenerezza, lei è nonna. E io la voce del suo silenzio ho imparato a conoscerla, ho imparato a riconoscere i suoi bisogni, a capire quando ha paura, quando è felice. Ho imparato a riportarla un pò più vicina a me quando assente si guarda intorno e non sa più dov’è, non sa più chi sei. Ho fatto a pugni con i suoi occhi smarriti, mi sono sentita morire dentro quando mi sono accorta di essere per lei un’estranea, ma non sono andata via. Sono rimasta, sono qui. E la guardo arretrare ogni giorno di più sapendo di dover andare avanti per lei. Sono qui spossata dal mio dolore ma piena di amore e gratitudine per ogni giorno che la vita mi regala al tuo fianco. Non ci sono altre strade da percorrere, non ci sono vie di fuga, non c’e una soluzione. E allora scelgo io per una volta di dimenticare. Dimentico chi ha scelto di dimenticarti. Resto io accanto a te, resto io a ricordarti che eri, sei e sarai sempre l’essenza di tutta la mia vita. E tu resta con me, restiamo unite in questo nostro mare di amore.

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Credo nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto, ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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