Resistere per Esistere!

Da giorni tento di annotare i miei pensieri. Frammenti sparsi qua e là di ciò che credevo fosse giusto dire. Parole vestite di positività, spinte dalla volontà di un riscatto che tarda ad arrivare. La verità è che un’altra importante sfida ha bussato alla mia porta e sebbene non possa dire che il mio Io ne risulti schiacciato, il mio corpo stanco lo è davvero. E ad un corpo stanco non sfuggi! Ti inchioda al suo volere, e se non stai attenta per terra ti ci sbatte con una forza indicibile. Ho imparato a non cadere, e non per chissà quale potere sovrumano, ma perchè con il tempo ho capito che l’unica cosa che puoi fare è assecondarlo. Funziona come in una discussione. Se ci tieni, impari a disinnescare, e ciò non equivale a diventare una vittima, scegli solo di compiere quel passo in più verso un dialogo più sano, attuando comportamenti meno ostili e provocatori. Con il mio corpo ho imparato a fare lo stesso. Credevo si trattasse del riacutizzarsi della mia ormai cronica sinusite, non ero affatto preoccupata per quel repentino abbassamento di voce, nè per il dolore che di tanto in tanto durante il giorno si faceva più pressante. Il trascorrere dei giorni però ha portato un’amara sorpresa, una brutta infezione. Ed è davanti a queste realtà che tutto si riduce al nulla. Perdo le parole e inizio ad accusare il peso dell’impotenza che sembra volerla fare da padrona. È come se diventassi refrattaria. La mia mente rifiuta categoricamente di trovare un senso, nego a me stessa ogni qualsivoglia spiegazione logica, e mi concentro solo sul mio corpo. La mia priorità sono i suoi bisogni, e così accetto i suoi tempi, rispettando gli spazi di cui ha bisogno. Ignoro i difetti, i chili in meno, le ossa più instabili e sporgenti, le occhiaie, gli sfoghi sulla pelle. Ignoro e aspetto, continuando a prendermi cura di lui. Con il mio animo la faccenda però si fa più complessa. Mi accorgo di non essere più disposta a smorzare i toni di una realtà che da mesi la fa’ da padrona e che più che a un sussurro somiglia ad un grido, fatto di dolore e ingiustizie. E di dolore ne respiro troppo e da troppo tempo ormai. Essere forte non equivale ad essere indistruttibile. E forse io di pezzi ne ho persi troppi ultimamente. La mia anima non è mai stata disposta ad andare in frantumi ed è per questo che della mancanza di alcuni di quei pezzi non mi sia accorta subito. Era il mio corpo a perderli, ed ecco perchè ora davanti a questo inferno ho capito che la mia priorità è proprio lui. Ho capito di non aver tempo nemmeno di piangere, o di gridare quanto tutto questo sia ingiusto. Lo è, a cosa serve dirlo? A cosa serve disperarmi, a nulla se non a privare il mio corpo di quella forza ora quanto mai necessaria. Ho accettato perfino un test dose per quella tanto temuta classe di antidolorifici a cui avevo sempre detto di no. Io potevo continuare a sopportare, ma il mio corpo no. Il mio cuore, i miei muscoli avevano bisogno una pausa, dovevo dargli respiro. E così ho accettato, regalandomi un giorno di tregua. E in ognuna di queste mattine piccole nuove importanti consapevolezze si sono fatte strada dentro di me. Dopo innumerevoli sofferenze, cocenti delusi e rapporti falsi e inclini ad un triste e bieco arrivismo ho dato a me stessa il potere di tagliare fuori dalla mia vita ciò che non ha valore. Ho lasciato andare chi non ha scelto di restare, chi ha smesso di credere che qualcosa di unico per cui lottare esistesse davvero. E ancora, mi sono lasciata alle spalle il peso di scelte non mie, ma che dentro di me hanno risuonato come i più tristi dei tradimenti. Ho scelto di non incassare colpi che non avevano me come bersaglio, ma che avrei finito per accusare io stessa. È come se in ogni goccia di ciò che di lì a poco sarebbe entrata nelle mie vene rivedessi tutto ciò che ho perso, ogni tradimento, ogni abbandono e ogni perdita. Ed in quel mio bucarmi, in questa mia testarda capacità di sopportare, di tenere botta, di ridere nonostante tutto faccia davvero schifo rivedessi tutto il coraggio e tutta la forza che mi animano e a cui mai permetto di vacillare. Non sono disposta a mollare. Non sono più disposta ad accontentarmi delle briciole, di granelli di tempo distratto e misero. Voglio tutto o niente. Non esistono più le mezze misure. Non ho paura del niente perchè è proprio nel silenzio di queste mattine che ho ritrovato quella parte di me che sa di potercela fare senza bisogno che qualcuno le dica: “Tu sei forte, supererai anche questa!”. Si, forte lo sono, e lo sono davvero, e sì, supererò anche questa ennesima sfida ma ho imparato ad essere forte da sola e senza sconti. Ho imparato a superare ogni sfida senza nemmeno sapere come e l’ho fatto sfidando il dolore, accettando la fine e prendendomi di diritto nuovi inizi dai quali ripartire. Sono tanto arrabbiata, quella rabbia sana, la sola capace di darti quella scossa necessaria per rialzarti, perchè nessuna sfida ti lascia in piedi. Sono decisa a riprendermi quel tempo buono che ultimamente la vita tenta di strapparmi ad ogni costo. Non ho paura delle rinunce, di quegli appuntamenti a cui ho dovuto dire no e a cui dovrò dire di no. Non temo il dolore e la delusione che ti stritolano il cuore quando per l’ennesima volta devi rimandare. Non mi importa di chi mi ha giudicata senza sapere, di chi ha preferito fare un passo indietro, piuttosto che sedersi accanto a me. Andate, potete andare, io resto e resisto, perchè io esisto.

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Credo nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto, ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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