Raccontando la Vita

Oltre 5000 piazze italiane si sono animate e accese di colori grazie a Gardensia, un evento promosso per il secondo anno consecutivo a firma Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla. In una piazza romana tra i volontari si nascondeva Luciano, un uomo che grazie al potere di unione benefico dei social ho avuto il piacere di conoscere, seppur ancora solo virtualmente. Luciano è un uomo gentile, mai invadente e che guarda al dolore in un modo delicato e attento, mosso da quella compassione che nulla a che fare con la pietà ma bensì con un sentire empatico. Luciano ha scelto di avvicinarsi al dolore, è andato incontro a vissuti complessi e rari e ha scelto di viverli non come un semplice spettatore, ma come un alleato pronto a guardare a chi diverso con occhi nuovi, in nome di un principio di uguaglianza e inclusione. Il nostro parlare nel tempo si è arricchito di aneddotti, di parole che raccontano storie profonde, che prendono vita grazie all’immagine di un bambino che prende un palloncino o di Daniela, una giovane ragazza affetta da una patologia rara a cui va il nostro più affettuoso saluto.

Quando parli con Luciano riesci a immaginarli davvero quegli scambi di battute, senti le voci di chi racconta il proprio dolore o di chi con un piccolo gesto mostra il suo desiderio di aiutare l’altro. E allora Luciano ti racconta: “La bellezza e la forza della gioventù. Delle ragazze e dei ragazzi che fanno i volontari. La solitudine della vedova anziana ferma a parlare con noi e volontaria Unitalsi che porta a Lourdes le persone. La saggezza di una donna anziana che ha perso il marito per la Sla e viene a fare la volontaria per Aism.” 

Al mio chiedere cosa lo ha spinto ad aprirsi al mondo del volontariato lui risponde con una sincerità che parla di un credo Profondo. “Sono entrato nel mondo del volontariato inconsapevolmente una decina di anni fa quando dei colleghi mi proposero di entrare nel consiglio direttivo dell’Associazione che si occupava dei figli disabili. Io venivo da un’esperienza di lavoro ventennale nel settore fiscale e del controllo contabile e mi sentivo tranquillo di poter affrontare questa esperienza. Invece ero completamente impreparato a vivere una realtà spesso nascosta e piena di problemi concreti: per fortuna avevo con me gente che affrontava quotidianamente questo mondo diverso e cercava da me quelle competenze che avevo affinato sul lavoro. Oggi non potrei più fare a meno di combattere e lottare per affermare il principio che una società è giusta solo quando consente a tutti di essere sullo stesso piano, di godere appieno della bellezza della vita pur se si hanno delle abilità diverse e rare.” 

E così comprendo di quanto possa essere difficile svestire il proprio io dalla distrazione e dalla frenesia della vita quotidiana per renderlo attento a realtà complesse, di quanti timori possano nascere nell’animo di chi si avvicina al dolore. Non è una scelta facile, ti spinge a metterti in discussione, ti porta a scardinare i pregiudizi, ti impone di combatterli. Ti ricorda di come nessuno sia davvero immune al dolore e di come possa toccarti in qualsiasi momento. Luciano è andato oltre, si è lasciato coinvolgere dalla bellezza che nasce da chi ha scelto la vita, oltre ogni limite. Ha lasciato che storie private e personali toccassero la sua anima tanto da lasciare un solco inedelebile, come lui stesso racconta.

“In questi dieci anni sono tante le persone speciali che mi hanno insegnato a scoprire questo nuovo mondo. Ma due in particolare hanno lasciato un segno profondo e indelebile: Elisabetta e Manuela.

Elisabetta era una ragazza – per me sempre sarà una ragazza per lo spirito che aveva pur se quando l’ho conosciuta aveva varcato la soglia dei 40 – talmente legata alla vita che sapeva volare dalla sua carrozzina elettrica su in alto nel cielo pur essendo saldamente legata alla terra da quell’apparecchio che le consentiva di respirare. Artista multiforme, scrittrice, pittrice, aveva un angelo al fianco che l’aiutava materialmente nel realizzare le sue opere e le sue installazioni. Quando l’angelo è volato in cielo poi un altro si è messo al suo fianco. Elisabetta mi ha insegnato che la vita è troppo bella per non essere vissuta al massimo pur col minimo delle dotazioni che la natura ci ha dato. Nella sua esistenza ci ha lasciato innumerevoli manifestazioni di questo amore, tra le quali mi piace ricordare un libro per bambini a fumetti da colorare e un’installazione composta in occasione della giornata della donna contro la violenza che quotidianamente si accanisce su di essa.

Manuela è una storia diversa. Mamma di una ragazzina dalla nascita con problemi di produzione di mielina, lotta continuamente per dare a tutti i bambini la possibilità di integrarsi nella vita sociale migliorando le proprie condizioni fisiche e psichiche e sviluppando le proprie abilità residue. Presidente di una onlus costituita per questo scopo, con le risorse che riesce magicamente a procurarsi consente ai bambini di svolgere delle terapie convenzionali o non che si affiancano a quelle offerte dal servizio sanitario nazionale. Si potrebbe e si dovrebbe scrivere un libro sulle attività che ha svolto con questi ragazzi: pet therapy con gli animali più diversi dai delfini ai rapaci, arte-terapia, sostegno psicologico, fisioterapia, gite in barca a vela etc. Radicata profondamente nel suo territorio dove è amata e stimata, riesce a coinvolgere nella sua attività gente di tutte le classi e posizioni: uomini e donne istituzionali, laici e religiosi, imprenditori e lavoratori, medici e personale sanitario, sportivi, fino alle famiglie, in particolari quelle dei bambini a cui dà una speranza di una vita migliore. Da Manuela ho imparato che tutto è possibile, che i miracoli esistono e li fanno le persone normali, che non bisogna mai fermarsi e non ha importanza se un progetto in cui credi lo realizzerai o no, l’importante è provarci con tutte le forze. Dal 2007 ho cominciato a cantare in coro, anche lì inconsapevolmente. Oggi non potrei più fare a meno della musica per l’anima. Altrettanto non potrei fare a meno del volontariato che è la musica della vita.”

Da un sentire che è diventato realtà, che si è trasformato in gesti Luciano ha scelto di offrire a chi diverso il suo tempo. Un tempo che è Vita, una vita ricca di sentimento ed emozione, che rifugge dalle logiche della ragione ma che si affida alle leggi del cuore. Grazie Luciano per averci offerto una visione del mondo che ci rende tutti simili gli uni agli altri.

 

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