Qui e Ora

Non so dire da dove provenga questa mia forza, non riesco a spiegare a parole la sensazione che sento scoppiare dentro ad ogni passo. È come una scossa, inarrestabile e straordinariamente forte. Lontanissima dall’essere qualcosa di doloroso mi sprona in qualsiasi momento io la interroghi a cogliere particolari che mi permettono poi di custodire sorrisi. È una spirale perfetta, è la certezza di essere stata capace di rinascere dalle mie stesse ceneri, ancora una volta. Ed ancora una volta eccomi qui a raccontarmi, ad esprimere ciò che di più intimo custodisco. Scelgo di farlo con leggerezza e semplicità, perchè è esattamente così che mi sento. Sento che Elly è finalmente libera, la mia mente lo è. Ai limiti ai quali ho permesso di fermarmi oggi guardo con gratitudine, devo a loro l’amore sincero che nutro verso me stessa. Sì, mi amo. Un amore sano, che niente ha a che fare con l’egocentrismo, che non intende chiudere le porte al mondo, ma che aspetta solo di essere scelto, di essere protetto e nutrito. Nessuna ricerca affannosa dell’anima gemella, ciò che cerco e voglio è VITA. E adesso la sento, riesco a toccarla, riesco a godere di ogni più piccolo istante che creo. Non avrei mai potuto farcela da sola, e forse per troppo tempo mi ero imposta una solitudine immeritata e ingiusta, ma in quell’arcobaleno di luce e gioia io oggi vedo volti amici. E forse loro stavano solo aspettando che io rompessi il guscio che mi ero cucita addosso per proteggermi, per non sentire più il dolore che ti porta a sentirti scomoda, ingombrante. È qualcosa che si è generato lentamente, senza fretta alcuna, da piccoli momenti di spensieratezza, da un caffè, da una tazza di te, o su di un balcone che si affacciava sul mare. Ed ancora in una piazza, la “mia piazza”, Piazza San Magno, che in una sera di maggio ha risvegliato in me la voglia di risentirmi parte di un tutto dal quale ero fuggita senza fare troppo rumore. E grigliate, gite fuori porta, serate in cui mischiandomi tra le gente sono riuscita a far mia la certezza di poter esser esattamente tutto ciò che desidero essere. È come se riuscissi a respirare la vita, a sentirne i profumi, a cogliere quel senso che seppur non sai spiegare senti che esiste. Le sono grata per questa ennesima occasione offerta e sono grata a chi con pazienza, affetto, e volontà ha scelto di condividere questo mio strano e imprevedibile vivere. E sono felice. Guardo gli scatti di serate perfette, perfette perchè sincere, semplici, e non li vedo più come occasioni uniche e irripetibili. Sono e saranno ricordi, sono la forza che diventa sicurezza, sono l’affetto sincero di chi ha scelto di ridere con me dei miei stessi limiti, avendo il coraggio di non farsi fermare dalla paura, ma aiutandomi a dimenticare che esiste. Pezzetti di cuore che hanno ricucito strappi importanti, dolorosi ma che nelle crepe hanno sparso oro puro. Ho una consapevolezza nuova del tempo, il domani è semplicemente la mia migliore nuova occasione, perchè temerlo? Ciò che non conosco non è ancora accaduto e sebbene la malattia non smette mai di ricordarmi che tutto potrebbe cambiare, che le piccole libertà ritrovate potrebbero svanire in un solo istante, io ho il dovere di guardare esclusivamente al mio qui e ora perchè solo il qui ed ora mi da le certezze che merito, ed è in quel qui e ora che io sono. La malattia potrà togliermi la forza, potrà obbligarmi a scendere a patti coi miei limiti, anche se mai mi arrenderò a loro senza ribellarmi almeno può, ma mai potrà togliermi la volontà di reinventarmi, la voglia di ricominciare. La sua clessidra segna un tempo che spesso finisco per ignorare ma nonè la stessa clessidra che segna il tempo della mia vita e fin tanto che la clessidra della vita scandirà il mio tempo io lotterò, inseguirò i miei sogni e accetterò i miei sbagli. Non permetto più al passato di schiacciarmi, di spegnere i miei desideri con il peso della certezza che niente di quel che ho perso tornerà. Niente torna ma basta un attimo per dar vita al nuovo. Ho creduto a me, ho creduto alla vita, ho creduto nell’amore di chi non mi ha mai lasciato e sono risalita dal fondo. Nessuna vergogna, non ho intenzione di nascondere quanto sia stato difficile, quante lacrime ho versato, ma oggi sono qui, sono ancora qui a raccontarlo, ad ammettere le mie fragilità, perchè se la vita non basta a fartelo capire, la malattia gli occhi te li apre davvero e ora i miei vogliono solo guardare e inseguire il Sole!

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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