Quanta voglia avete di vincere il vostro dolore?

Quando ero piccola qualcuno mi diceva che ero sorda perché mio nonno lo era.

In realtà lui lo era diventato con l’età, io lo ero sin da piccola. E il fatto che io fossi sorda e lui anche mi rendeva in qualche modo orgogliosa. Lui era il nonno del cuore, anche se non dovrei dirlo, ma avevo qualcosa che potevo condividere con lui in esclusività. Era solo una cosa nostra, mia e sua.
Non voleva mettere le protesi, si ostinava a rifiutarle. L’anno dopo che le misi, si convinse. Non saprò mai se fu merito mio, non saprò mai perché si era deciso. So però che il percorso non lo iniziò mai, perché un maledetto incidente stradale rivoluzionò tutte le nostre vite. Oltre alla non accettazione di me stessa, un lutto stravolse la mia vita e il baratro sembrava essere l’unica soluzione. Quel dolore che ti affonda, che ti fa sentire vuota, che ti fa capire realmente il valore delle tue radici. Quel dolore che il tempo lenisce ma che non muore mai, impari a conviverci. Quel dolore sordo come il mio essere quando spengo le protesi. Quel senso di vuoto che ti regala solo il silenzio, che ti mette davanti alla realtà. Il silenzio ti rende diversa, il dolore ti rende umana come la disabilità e ti regala un pregio: una sensibilità innata, guardare nel profondo di pochi eletti. Il dolore è divenuto forza e coraggio, mi piace pensare che siano un regalo di coloro che mi hanno reso una bambina felice e che mi hanno lasciato ricordi che strappano sempre un sorriso.

Con gli anni ho capito che la sordità non mi rendeva diversa ma mi rendeva speciale. La prima volta che mi sono sentita davvero speciale è stato perché i nonni mi hanno fatto sentire tale.

Quei nonni che ti regalano un amore incondizionato, che ti viziano e ti educano forse meglio dei genitori. I nonni sono quelli che per la prima volta ti fanno capire il concetto di famiglia, di unione di fronte al dolore. Che sia la scoperta di una disabilità, di una malattia, di un ostacolo che incontri durante il cammino, che sia un’eredità emotiva che non credevi di avere.

Il dolore ti rende forte e invincibile e grazie ad esso riesci a superare le sfide più grandi. La sordità è un dolore che si trasforma in forza come quella che mi hanno donato coloro che mi hanno cresciuta. La sordità non ti rende felice per carità ma con determinazione diventi una persona come tante. E hai una vita normale come tutti, fatta di gioie, dolori e ostacoli. La forza e la voglia di vincere sta dentro ognuno di noi. Il dolore si supera con il tempo, con la comprensione di ciò che ci fa star male e l’analisi di ciò di cui abbiamo bisogno. Il dolore si vince sanando la ferita, la voglia di mettersi in discussione e di osare. Il dolore risveglia sempre un dolore passato. Tutto dipende da noi.

E voi quanta voglia avete di vincere il vostro dolore?

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Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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