Chi ha più cervello degli altri lo usi!

Chi ha figli, o si trova in continuo contatto con i Bambini, sa benissimo che ogni due per tre scoppia una lite nella quale ognuno, specie davanti all’adulto che li riprende, dice: “Ha iniziato lui”.
Tra Bambini, si sa, poi nasce la pace con la stessa facilità di come sia nato il litigio e basta un bacino, un abbraccio e tornano a giocare insieme come se nulla fosse.
Negli adulti spesso non è così. Si creano dissapori, magari per futili motivi, e si continua a ripetere: “E’ colpa tua”, rovinando così dei bellissimi rapporti costruiti faticosamente nel corso degli anni, giorno dopo giorno.
I problemi tra le persone ci sono, è innegabile. Dipende dalla sensibilità, dal retaggio culturale, dalla gelosia, dal desiderio di emergere, dai valori e principi di ciascuno. E’ praticamente impossibile non entrare in conflitto, seppur minimo, con il prossimo. Si impara così ad ingoiare, ricorrendo spesso ad una buona dose di diplomazia per salvare un matrimonio, un’amicizia, un rapporto genitoriale.
Il “tutto e subito”, il voler risolvere le situazioni immediatamente appena si presentano, è umano, ma spesso è sbagliato perché insistere in certi momenti potrebbe far peggiorare, magari irrimediabilmente, la situazione.
Andando sott’acqua mi capitava spesso di voler arrivare a vedere se ci fosse un pesce in una buca sul fondo. Facevo la mia iperventilazione, mi concentravo sul punto di arrivo, non pensavo ad altro e dicevo dentro di me “Ce la devo fare. Devo riuscire”. Cinque metri, sette metri, dieci metri. Compensazione. Dodici metri, quindici metri. Il fiato veniva a mancare. Il fondo è a venti metri. “Devo arrivarci, voglio arrivarci.”
Sedici metri.
Diciassette metri.
“Non posso mollare, non ora: lo vedo, quasi lo tocco.”
Ma ecco che mi accorgevo che continuare sarebbe stato fatale.
Risalita.
Si torna così a pelo dell’acqua, non ci si scoraggia. Si riprende fiato, di nuovo iperventilazione e si riprova. Di nuovo diciassette metri. Altra prova. “No, oggi non va, non ce la faccio a raggiungere i venti metri. Ok, mi fermo, riproverò in altro momento. Prendo fiato, mi riposo ed un altro giorno riprovo.” E prima o poi ci riesco, prima o poi si riesce! 
Lasciar perdere una situazione al limite non è una sconfitta.
Il bravo generale non è quello che vince tutte le battaglie, ma quello che sa quando ritirarsi per poi ripresentarsi dinanzi al nemico con le idee più chiare, e magari dopo tre o quattro battaglie perse si vince quella decisiva, portando a casa la vittoria finale.
Nel rapporto con le persone non si parla di vincere o perdere, di battaglie o guerre, ma una rapporto salvato è una vittoria per tutti, ed allora abbandonare una discussione, chinare il capo dinanzi ad una sfuriata è più intelligente e tipico dei più forti, piuttosto che insistere e portare una situazione all’esasperazione.
Chi ha più cervello degli altri lo usi, diceva sempre la mia mamma, e così facendo nella sua vita ha avuto sempre ottimi rapporti con tutti, pur permettendosi di dire la sua con forza e determinazione.
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Immergersi nella vita è difficile quanto raggiungere il fondo. Fiato, allenamento, buone condizioni psico-fisiche, sensibilità, senza mai dimenticare che raggiunto un traguardo ce n’è sempre un altro da conquistare.

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