Per me, con te, per noi!

Quella porta così impenetrabile, quel vetro in cui a malapena rivedi il tuo riflesso a fare da schermo ad una realtà che atterrisce, capace di scuotere l’anima nel profondo. La cosapevolezza di essere infondo soli, accompagnata dal timore di non riuscire ad opporsi a quella straziante spirale di dolore, che tenta ad ogni costo di trascinarti via.
Facendo a botte con la paura imponi immagini alla tua mente fatte di ricordi, di realtà colme di amore, immaginando di poter respirare la vita, lasciandola libera di fluire, di infonderti forza. Fai di quel sentimento che ti permette di essere lì in quel momento la tua ancora, e lasci al tempo il compito di cullarti. Appoggiata a quel muro, in un attimo, tutto assumerà contorni che non dimenticherai, che con sè porteranno per sempre sentimenti di crescita, di lotta, e dove il desiderio di esserci diventa presenza, anche quando spaventa, anche quando un solo pensiero basta a toglierti il fiato, ad annebbiare la mente e congelarti l’anima. Così i secondi diventano minuti, i minuti ore, le ore attesa e un’apparente calma, mista all’umana incapacità di rimanere presenti a se stessi, si fa’ padrona di ogni tuo gesto, di ogni pensiero. Qualcuno ti passa accanto, e in quegli occhi riesci a leggere il tuo stesso dolore. Corpi che scompariranno dietro altre porte, accessibili ma confinanti con realtà davanti alle quali il desiderio dovrà piegarsi ad una volontà imposta e dalla quale è impossibile fuggire. E ancora un odore pungente, luci artificiali, volantini appesi a pareti spoglie, un ambiente asettico dove persino tu ti senti un essere inanimato. Vuoi leggere ciò che è scritto, vuoi risentire quella voce che dei tuoi pensieri è l’anima. Vuoi non dover più attendere perchè sai quanto il compiersi di quel momento ti condurrà in un presente con il quale rifarai i conti infinite volte per infinite notti.
Accadimenti che mai vorresti vivere, corridoi che mai vorresti attraversare e sedie sulle quali ti accomoderai non trovando poi la forza di alzarti perchè la paura ti impedirà di farlo.
Queste realtà si rifanno ai reparti degli ospedali, quei reparti dove il tempo si ferma. Luoghi in cui ti rirovi a recitare una preghiera, in nome di un Dio a cui tu stessa ti senti colpevole di chiedere perchè poco dai. Una preghiera che nascerà spontanea, che esploderà senza preavviso. China su quella sedia alzi la testa. Sentito il gusto amaro della solitudine e schiacciata dal peso di una porta chiusa in cui non rivedi il tuo riflesso ma la tua anima chiusa in un angolo buio, in quel momento, in quell’istante che precede l’attimo in cui tutto sarà rivelato, a fior di labbra sussurri il più vero e sentito Padre Nostro.

Nuovi inizi che si scandiscono, intrappolati in un fare a cui devi sottostare. Vere battaglie vinte solo se si è disposti a voler guardare dritto in faccia anche la più piccola sfumatura che ad esse si accompagna, senza però volerla combattere ma solo accettandone il senso.
Esperienze, un vissuto che lascia solchi profondi e consapevolezze difficili da scardinare. Pesi e misure che si sottraggono alle normali logiche, che si affidano al vero rinnegando pressapochismi e finti protagonismi.
Il dolore disarma, il dolore dilania, e ti coglie spesso impreparato. Si commette l’errore di sentirsi padroni del mondo, della vita stessa, ci si ostina a credere di poter prevedere ogni singolo avvenimento ma la verità è che basta un attimo perchè tutto cambi. Nulla accade per caso, e niente può esser predetto con assoluta certezza, ancor più se in gioco vi è la vita. A noi il compito di crederci, di affidarci, di giocare la nostra migliore partita ad ogni sfida  alla quale questa vita ci sottopone, ma nient’altro. Nessuna presunzione, nessun atto di goliardica prepotenza, bensì umiltà, gratitudine e speranza. Questi i sentimenti che dovrebbero albergare l’anima dell’uomo, in ogni suo fare, non solo nel bisogno. Ci si dimentica troppo spesso di quanta fragilità si cela dietro questo prezioso nostro esistere. Ci si dimentica troppo spesso di chi accanto a noi a volte vorrebbe percepire un pizzico di quel calore capace di scaldare il freddo della paura, e ancor più ci si dimentica troppo spesso che l’amore è un sentimento tanto puro, tanto grande da non conoscere egoismo alcuno.

Ma questo stesso amore diverrà Cura, intima presenza, accudimento sincero e premuroso. Sarà la forza che ti permetterà di poggiare la tua mano tremante sulla maniglia di quella porta per poterla aprire, come a rompere quel muro che dal qui e ora ti aveva tenuto lontano. Sarà la tenacia con cui muoverai i tuoi passi stanchi. Sarà il senso che avrai atteso di poter ritrovare. Sarà la certezza di un Sì alla vita che si rinnova, che desidera splendere, che chiede altra vita, altro tempo e preziosi nuovi inizi. Sarà un bacio che porta con sè la meraviglia di una nuova, sorprende prima volta. Sarà il gusto dolce amaro di lacrime calde che prenderanno a bagnare il tuo viso. Sarà una stretta delicata e una carezza dolce. Sarà il silenzio che alla vita si precede. Sarà una promessa divenuta certezza. Sarai tu, non più sola. Sarà un Noi, ritrovato e trionfante, stretto davanti un nuovo orizzonte. 

A quel Noi dovrai più di quanto il tuo stesso corpo sembrava volerti concedere. A quel Noi ti appellerai quando le parole moriranno in gola, quando i perchè diverranno interrogativi senza risposta alcuna. Persino la cattiveria, alla quale darai l’assurda spiegazione di un attimo di altrui debolezza, sarà qualcosa che vorrai solo dimenticare, perchè quel Noi è il tutto che vince quel troppo imposto, imprevedibile e duro. 

Ed io rivedo te, ritrovo Noi e a Te, con tutto il mio amore, rinnovo la mia dolce eterna promessa..

“Per me, con Te, per Noi..”

 

Pubblicato nella Elly&Valy | Lascia un commento
Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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