Paura e Vita

Vite che si intrecciano, si scontrano. Vite sospese, in lotta. Vite che vorrebbero dimenticare, che desiderano un riscatto. Vite che desiderano Vita.
La vita, questo grande mistero. Attimi, momenti irripetibili che restano intrappolati nei ricordi, ricordi che a volte raccontano storie uniche e rare.

Vorrei riuscire a trovare le parole, vorrei trovarle per potervi raccontare una storia che mi appartiene nel profondo, ma come puntualmente accade, si dissolvono, svaniscono, si perdono.
Devo fare un passo indietro perchè se davvero mi ostinassi nel cercarle finirei con il lasciarmi travolgere dalla portata delle sensazioni che da esse scaturiscono.
La verità è che ho paura, sento di nuovo il suo sapore amaro confondersi a quello dolce della felicità. Mi stringe nella sua morsa gelida, tentando ad ogni costo di privarmi del calore di ogni abbraccio colmo di amore che la vita mi dona.
Cerco di ribellarmi, di allontanarla, di negarle il diritto di tornare a farsi presenza nella mia vita. In realtà ero certa di essermene liberata, di aver sconfitto quella sensazione di assoluta immobilità, l’impossibilità di difendersi dal suo imporsi, ed invece eccola, seduta accanto a me, davanti a questo foglio bianco. 

Nessun rumore, nessun singhiozzo, silenziose e traboccanti di un dolore profondo, lacerante calde lacrime bagnano il mio viso.
Non serve a nulla chiudere gli occhi, non smetteranno di scendere.
Accade all’improvviso, sento quella sensazione montarmi dentro, seguita da un dolore più profondo, suggellata da quel pianto così unico nel suo manifestarsi. Come fosse un monologo queste lacrime mi raccontano l’irrompere di un’apparente fine.
Una resa che oggi mi accorgo essere stata un punto di svolta cruciale, come se il mio io avesse preso a muovere nuovamente i suoi primi passi, seppure in una dimensione del tutto nuova.
Nel lungo cammino di accettazione della malattia mi sono riscoperta Consapevole del dolore che ad essa si accompagnava, riuscendo poi a percepire la nascita di sentimenti assai contrastanti in me.
Non tutto fu chiaro, non nell’immediato almeno. Fu la ragione a spingermi a questa attenta analisi.
Avevo un dolore immenso dentro, non potevo continuare ad ignorarlo come se non esistesse. Complice forse il dubbio per lunghissimi anni non diedi mai troppo ascolto al cuore, non verso me stessa almeno. Avevo dimenticato quel sano pizzico di amor proprio, quella cura verso se stessi, la protezione che ai nostri sentimenti spesso dimentichiamo di dare.
Poi un pomeriggio di dicembre in cui forse mi sarei dovuta sentire sollevata di non esser più prigioniera del dubbio, di aver finalmente un nome, un punto da cui partire, o dovrei forse dire Ripartire, ecco che in petto balzano milioni di sensazioni e sentimenti dimenticati.
Così è iniziato un altro cammino, la vera conoscenza del dolore, in ogni sua sfumatura.

L’ennesima diagnosi ha significato davvero in un certo qual modo la Fine per me. La realtà era ormai chiara, tanto chiara da essere devastante. Dentro me ho sentito il tonfo sordo di una pesante porta che si chiudeva. E ho intravisto per un solo attimo un baratro. Perchè negarlo?
Per la prima volta ho concessa a me stessa di sentirmi esattamente come è giusto sentirsi quando ti rendi conto che nulla sarà più come prima, quando sei consapevole di aver perso qualcosa.
Questa resa, questo scivolare via, questo lasciarmi cadere è stato qualcosa di necessario. Dovevo ridurmi cenere per rinascere, per compiere l’ennesima trasformazione necessaria, seppur dolorosa.
La malattia è questo, a noi il compito di renderlo qualcos’altro.
A noi spetta cogliere ogni più piccola opportunità e trasformarla in realtà, anche quando essa sarà il frutto dell’ennesimo limite giunto a chiedere il conto. Ma perchè ciò sia realmente possibile non dovremo mai più mentire a noi stessi. Così al Coraggio, a quel sorriso bagnato da una lacrima, alla voglia di gridare forte il tuo sì vedrai affiancarsi anche la paura, la tristezza, e persino a volte la vergogna. Questo è il coraggio di essere esseri umani, nel nostro essere noi in ogni nostra intima sfumatura.
Sarà un cammino fatto di verità, di affidamento sincero. Sarà un sorriso non più bagnato dalle lacrime, sarà un braccio che si offrirà di sorreggerti, sarà la carezza di chi sceglie di amarti senza aver paura della tua diversità. Sarà il trionfo dell’amore, in una rinascita che nel qui e ora troverà conferma e nell’infinito un per sempre che non morirà mai.
Le nostre fragilità, le nostre paure sono degne e meritevoli di attenzioni. Sono preziose, sono la cura che ci permetterà di affidarci all’altro in modo sincero. Se commettessimo l’errore di ignorare il nostro dolore non potremmo mai godere a pieno della gioia della condivisione perchè vi sarà sempre un vuoto pronto a risucchiarci. E non vi è nulla di più nobile che ammettere di avere un dolore da curare. Non saremo meno uomini, meno meritevoli di amore. Saremo forse tutti più Veri. Saremo Noi, per noi stessi, per l’altro e con l’altro. E sarà Vita.

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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