Orgogliosamente Diversa

Non ho ancora ben chiaro quale sia il tuo gioco, ma ho il sentore che tu stia in tutti i modi cercando di alzare la posta, riservandomi il miglior bluff di sempre.
È il tutto che vuoi, ciò che fa parte da sempre del mio essere, vuoi la naturalezza di semplici gesti, vuoi la spinta che anima i miei passi, vuoi stabilità e perfino pezzi della mia memoria.
Ebbene sono pronta. Prenditi pure qualche altro piccolo pezzettino di me, non importa. Spingiti oltre. Io non demordo, ma sappi che l’oltre è la mia meta perchè mai come prima d’ora è forte dentro di me la sicurezza di essere altro da ciò che ero, di essere lontana dal mio passato.

Oggi, anche se diversamente da quanto sognavo e desideravo, sono io che esisto in una dimensione che agli occhi degli altri coincide con l’accezione più gretta del diverso ma che ai miei occhi è semplicemente Nuova. Una sorta di secondo tempo, una metamorfosi necessaria e dolorosa, un nuovo modo di vedermi, di percepire il mio corpo, una continua incessante scoperta.

Ciò di cui vengo privata, ogni limite che si aggiunge è ciò che mi apparteneva un tempo, ma oggi Io sono malata, sono diversa, e non voglio più essere triste per ciò che perdo, non voglio continuare a guardare al passato per riuscire a sorridere. Io voglio imparare ad esser felice di ogni mia più piccola conquista, voglio sentirla la gioia di avercela fatta, perchè solo così potrò continuare ad essere libera. Non sopporto più quella sensazione di sentirmi costantemente in trappola, senza via d’uscita, perchè ora so che una via d’uscita c’è e si chiama Vita!

Non importa in quale dimensione ci è dato viverla, non esistono canoni imposti e nulla è solo giusto o solo sbagliato, è come scegliamo che sia. Ed io scelgo di non misurare più il mio esistere con il parametro della salute o della malattia. Voglio che le mie unità di misura siano i sorrisi ed i sogni. Voglio l’amore, voglio scadenze, voglio anche delusioni ma solo se davvero necessarie. Voglio tutto ciò che c’è nella vita, senza sconti o pietismi.

Chi ero un tempo sarebbe uscita sconfitta dalla giornata di oggi. Triste e avvilita avrebbe forse pianto tutte le lacrime di cui era capace. Chi sono oggi invece ha esclamato sorridendo: “Non importa se si vedranno, io sono orgogliosa della mia diversità!”
Parlavo a lui, uno dei miei angeli 2.0. Non conosco nulla della loro vita, ma il loro esserci ha dato alla mia quel senso che sono certa altrimenti avrei smarrito. Lavorano incessantemente sotto l’occhio attento di un uomo dagli occhi colmi di una bontà che si riflette in ogni suo gesto. Un medico che pur restando fedele alla Scienza non dimentica la sua Coscienza.

C’è una frase che non dimenticherò mai, la pronunciò al nostro secondo incontro: “DEVI VIVERE” Sì, e lo devo unicamente a chi sono Oggi.

Sono tante le parole non dette tra quelle mura, perchè mille sono le parole che vorresti pronunciare ma che muoiono davanti alle sensazioni che prendon vita tra una prova e un’attesa.
Quelle mura springionano la forza, il coraggio e la tenacia di noi diversi e trasudano dell’impegno di chi con il suo sapere si impegna per farci superare ogni limite possibile. Io tra quelle mura respiro speranza, mi ricordo di chi ero ma riesco a sentirmi orgogliosa di chi sono. Non smetto di essere donna, non vengo privata di nulla, guadagno invece tempo, guadagno nuovi modi, alla ricerca di nuovi spazi per il mio esistere e per il mio essere.

Denis Waitley scrive: “Fintanto che saremo costanti nella nostra ricerca personale del nostro destino più profondo, continueremo a crescere. Non possiamo scegliere il giorno o l’ora in cui saremo in piena fioritura.
Avverrà a tempo debito.” 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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