Occhi negli occhi

Uno sguardo ti oltrepassa l’anima. Due occhi puntati addosso li senti frugarti dentro, insinuarsi tra le pieghe dei tuoi vestiti. Seguiranno i tuoi gesti, le tue espressioni, non si lasceranno scappare neppure il movimento delle tue labbra perdersi in una risata o in una smorfia contrita. E quando tu finalmente porrai fine a quello strano spiarsi e deciderai di alzare la testa intercetterai quello sguardo e lo obbligherai a scontrarsi con il tuo. Occhi negli occhi. E di occhi, di sguardi ne ho incrociati tanti e ogni volta è come intraprendere un viaggio di cui non conosco la meta. Dentro di me esplodono mille e più sensazioni e seppure spesso è solo questione di pochi istanti ci son occhi che non riesco a dimenticare, che mi restano incollati addosso. C’è chi con un sguardo mi ha ferita, chi invece solo guardandomi mi ha permesso di sognare. Ci sono occhi che mi hanno raccontato in silenzio storie lunghe tutta una vita e altri che in un attimo mi hanno mostrato tutta la pochezza e la meschinità che si possono nascondere nell’animo umano. Certo è che l’esser diversi di occhi ne attira, e di parole a seguire sembra essercene sempre troppe se il troppo non sarà altro che un niente. Ammetto di non essere sempre stata brava, ammetto di aver vacillato, di averli abbassati io stessa gli occhi e credetemi il tonfo sordo e silenzioso che ho sentito schiantarsi nel mio animo è qualcosa che non dimentico. Perchè gli occhi possono ferirti, uno sguardo può renderti vulnerabile, può arrivare a farti vergognare, a denudare il tuo animo. Ci sono sguardi che hanno fatto sì che guardassi i miei stessi passi stanchi e sentissi solo la rabbia montarmi dentro per la pietà ricevuta in cambio. Ho imparato, solo con il tempo, a non chinare il capo e ad alzare fiera la testa e sorridere. Sì, il mio sorriso mi ha salvata. Ho capito essere la mia l’arma più potente. Disarma e incanta. Incanta chi posa i suoi occhi su di me e vuole trasmettermi il bene e disarma chi invece di me sceglie di vedere solo il limite. Ed è proprio tra il bene e il male, in quel limbo, su quel confine a volte netto, altre appena sfiorato che io vivo e guardo al mondo, guardo me nel mondo attraversarlo con una forza e una fierezza di cui spesso io stessa mi stupisco. Ed è sempre a quello strano gioco di occhi negli occhi che tutto torna. E così vedo gli occhi di mia madre guardarmi con infinito amore, seguire i miei passi, vegliare su di essi e su di me. Vedo gli occhi di anime speciali che hanno scelto di esserci in questo mio folle vivere. Percepisco il bene, il calore dei loro sguardi spesso ha scaldato il freddo che mi avvolgeva l’anima. E ancora vedo occhi che si interrogano, che spiano, in modo cattivo e irriverente, le mie diversità. Ma vedo anche occhi che della mia diversità vedono solo l’opportunità scaturita dal limite. Ma i miei di occhi, il mio sguardo? Il mio sguardo si sofferma, scruta, si nutre, si ecclissa a volte accecato dalla luce e si acuisce nel buio di notti troppo lunghe. I miei occhi hanno imparato a vestirsi delle emozioni che mi attraversano, le raccontano, le sussurranno appena o le gridano forte. I miei occhi si fanno detentrici di tutte le verità che non riesco e non voglio dire, cullano la paura che fa morire le parole in gola e la trasformano in lacrime che poi spezzo con sorrisi testardi. I miei occhi raccontano di me tutto il bello e tutto il brutto, il bello a cui non lascio il diritto di abbandonarmi e il brutto che lotto, disintegro e trasformo. I miei occhi guardano alla vita come dono e alla malattia come maestra. Una maestra che chiede e insegna, che batte i pugni e mi mette faccia al muro. Un muro davanti al quale oggi ho imparato ad appoggiarmi piano per poi voltarmi infretta e correre via, verso un paio di occhi che oggi mi raccontano di una felicità pura e vera a cui non voglio rinunciare. 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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