Nasce Mauna Kea

Mauna Kea Edizioni, una nuova letteratura etica, nata per parlare di diritti e dare voce a chi non ne ha. 

Apre i battenti una casa editrice marchigiana che ha tutta l’intenzione di dare voce a chi non ne ha e di parlare di diritti, soprattutto di quelli negati, ma legittimi: la Mauna Kea Edizioni. Il nome e il logo nascono dal vulcano dormiente delle Hawaii, sacro agli indigeni, e attualmente teatro di una agguerrita lotta ambientalista.

Nel “cratere” del vulcano editoriale sono previsti autori stranieri, tra cui i Nativi Americani, e dizionari di lingue indigene.

Tra i fondatori Raffaella Milandri, scrittrice e giornalista, che afferma: “Tra le tante persone che scrivono libri si annidano autori da best seller, che aspettano solo di prendere il volo, e che noi, come casa editrice, abbiamo intenzione di supportare in tutto e per tutto. La nostra ricerca è rivolta a scrittori originali e di talento, che parlino di temi anche inusuali, di preferenza legati ad un concetto di letteratura etica, tali da avere una valenza morale e da essere fonte di ispirazione positiva per i lettori. Prediligeremo anche temi legati alla denuncia di situazioni umanamente difficili, che troppo spesso vengono insabbiate, nascoste, dolosamente messe a tacere”.

Infatti, Raffaella Milandri, attivista per i diritti umani,tra cui quelli dei popoli indigeni, è stata frequentemente impegnata in inchieste di denuncia sul mondo dei popoli indigeni e sullo sfruttamento dei loro territori.

Una parte degli utili ricavati dalla vendita dei libri verrà destinata al sostegno di campagne benefiche.

In uscita un Dizionario Italiano-Lakota e un libro proprio della Milandri: Gli Ultimi Guerrieri, dedicato al popolo dei Sioux-Lakota e alle lotte in corso contro miniere di uranio e oleodotti. Battaglie senza arco e frecce, ma combattute con tanta determinazione da parte dei Nativi Americani per salvare le sacre Black Hills.

Tra i Nativi americani  e le persone con disabilità è ravvisabile un sottile, ma tenace, filo rosso: entrambi, infatti, sono equiparabili ad un gruppo oppresso, secondo il pensiero di pedagoghi e sociologi, la cui legittimità dell’esistenza è quotidianamente messa in discussione e, nei fatti, negata.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Raffaella Milandri, affinchè potesse parlarci del suo impegno a favore dei popoli indigeni e di questa nuova avventura, coniugata alla voce diritti.

Come mai questo nome per la casa editrice?

Il vulcano dormiente innanzitutto è legato alla Natura che sembra non avere diritti, e Mauna Kea è appunto un luogo sacro agli indigeni delle Hawai dove, dopo essere stati costruiti oltre 10 osservatori, se ne vuole costruire un altro, creando nuove ferite al territorio.

C’è una protesta in corso, guidata anche da “indigeni” come Jason Momoa , l’attore di Aquaman, e Dwayne Johnson.

Il discorso sulle Hawaii è lungo, negli ultimi anni si sono costituiti alcuni movimenti che vorrebbero creare riserve simili a quelle indiane sul territorio e ciò la dice lunga su come si sentano discriminati e avulsi dalle loro terre.

Un elemento di innovazione?

L’innovazione consiste nel voler dare voce a chi non ne ha, prediligendo temi sociali e umanitari, che spesso vengono incasellati in “romanzi” o saggi, mentre un’etichetta più calzante potrebbe essere, appunto, quella di “letteratura etica” , che propone al lettore un’esperienza  di ‘spiazzamento cognitivo’, ad alto tasso di riflessione, nato dalla possibilità di esplorare vite diverse dalla sua. Altra possibilità è quella, per il lettore, di trovare conforto in queste storie, riconoscendosi.

Quali potrebbero essere le caratteristiche comuni tra i popoli indigeni e le persone con disabilità?

Le caratteristiche comuni tra una persona con disabilità  ed i popoli indigeni sono rappresentate fondamentalmente dalle diversità, che vengono assolutizzate, oscurando la complessità della persona e che vengono identificate come un marchio ed un limite. Ma la diversità, innanzitutto, è una grande fonte di insegnamento, e oltretutto spesso cela una forza inaspettata che la normalità non riesce a percepire. La paura del diverso, oggi, nel 2019, non si è ancora sopita e non voglio parlare qui certo di politica. Ma ritengo che certe realtà , che abbiamo dietro l’angolo o in Paesi remoti, siano un tesoro prezioso che non dovrebbe MAI, e dico mai, essere relegato in apartheid psicologici o culturali.

Chi sono secondo te le persone davvero deboli?

Oggi la persona più debole, se ci pensiamo bene, non è quella che abbia una diversità, che può assumere il nome di disabilità o di una differente etnia, bensì è quella che non riesce a sviluppare la resilienza, che non lotta quotidianamente e che non si rende conto dei propri problemi che, ad esempio, nelle diverse condizioni di disabilità, sono spesso evidenti, ma affrontati sovente con decisione, per migliorarsi e migliorare il mondo attorno a sè.

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Tania Sabatino

A proposito di Tania Sabatino

In bilico per necessità, “ficcanaso” per scelta, con la voglia di scoprire e raccontare storie di ordinario coraggio e voglia di vivere. Ho collaborato con testate come Il Denaro, Il Roma, Cinque W, Arte Nascosta. Le realtà che racconto, o su cui le mie riflessioni si allargano come cerchi nell'acqua, sono tutte contraddistinte dalla forza, dalla tenacia, dall’amore per la vita… a dispetto di tutto... Nel 2011 ho co-ideato e co-gestito un sito di costume e società Fattiitaliani. Sono dottoranda presso l’Università Parthenope e mi occupo, in quell'ambito, di diritto e disabilità. Mi piacciono i viaggi dell’anima e sono sempre alla ricerca di un nuovo punto di partenza a di approdo, che mi permetta di fermarmi a riflettere per poi ripartire.

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