FASD e MELTDOWN

Meltdown è un termine che viene usato per descrivere la risposta sproporzionata che persone affette da Spettro Autistico o FASD (Disordini dello Spettro Fetale Alcolico) hanno come reazione ad uno stress emotivo che sfocia in crisi d’ansia, comportamenti auto ed etero aggressivi, anche molto violenti.
Da ciò è di vitale importanza riconoscere la differenza tra meltdown e semplici capricci per riuscire così a gestire nel modo corretto la situazione e supportare le persone che ne siano vittime, in quanto errori d’interpretazione possono portare a gravi conseguenze sia nel breve che nel lungo termine. Spesso il meltdown potrebbe essere un campanello d’allarme che ci dovrebbe spingere ad interrogarci se non ci sia qualcosa di più complesso in chi abbiamo di fronte rispetto ad un semplice capriccio, ma purtroppo il nostro retaggio culturale ed educativo non è molto sensibile alle diversità e cerca sempre di riportare comportamenti anomali alla normalità attraverso la punizione, la semplificazione e soprattutto il senso di colpa. Un bambino o adolescente che venga sopraffatto da un meltdown oltre che uscirne fisicamente e psicologicamente esausto a causa dell’elevatissima quantità di energia che questo evento consumerà, sarà anche destabilizzato dalla consapevolezza di quanto accaduto e della sua impossibilità di gestirlo. Ridurre questa esperienza ad una bizza e sgridare chi l’abbia esperita, punirlo o farlo sentire in colpa affermando che è un bambino cattivo e che i suoi sono solo comportamenti atti a cercare di attirare l’attenzione non servirà a nulla, e nel medio-lungo termine finirà per far sentire la persona che vive queste incontrollabili esplosioni come un individuo sbagliato, diverso, pazzo, aumentando così l’isolamento, il rimuginio e la vergogna, oltre che lo stigma!
Ciò che è estremamente importante è comprendere che quanto accade è il risultato di un danno cerebrale, di un problema organico quindi e non della psiche della persona. Non si tratta di strategie o appunto di capricci, non si tratta di assecondare un bambino viziato, di dargliele tutte vinte, come molti cercheranno per ignoranza di far credere avanzando tutta una serie di strampalati e nocivi consigli. E’ necessario essere consapevoli che il meltdown per le persone affette da FASD o Autismi “è il sintomo di problemi fisici invisibili. Quando vengono sopraffatti, le loro strutture cerebrali danneggiate attivano la parte “flight or fight” del proprio cervello. La persona deve ritrovare la calma prima che i circuiti razionali possono assumere di nuovo il controllo.” Ed altrettanto importante è rendere consapevole chi ne soffra; spiegare cosa sia il meltdown, perchè questo evento accada e quali siano le situazioni che possano favorirlo oltre che le strategie per prevenirlo o affrontarlo. Non ci si deve mai vergognare di ciò che siamo e che sono le persone a noi care (nemmeno quelle che non conosciamo). Ogni evento della vita sia esso conseguenza di un danno organico o di una sofferenza emotiva è sempre l’effetto e mai la causa e come tale deve essere trattato e riconosciuto.
 
Nel caso ci si trovi prossimi ad una di queste esplosioni emotive o a qualcuno che sta per averne una potrebbe risultare utile seguire le seguenti strategie:
  • Rallentare 
  • Interrompere quanto si sta facendo
  • Andare in un luogo tranquillo
  • Non gridare
  • Usare poche parole
  • Cercare dei “sì”, dei rafforzativi
  • Non dire “non puoi”, “non devi”
  • Cercare la massima sicurezza per tutti
  • Attendere prima di parlare dell’accaduto

Ricordo come fosse oggi quando da piccolo accadeva qualcosa che mi sovraccaricava in termini di gestione delle emozioni che la mia rabbia esplodeva in maniera incontrollata come una crisi di vomito improvvisa. Vorresti fermarla, ma non puoi. Ricordo che qualcosa dentro di me andava in black-out e la sola risposta che il mio cervello riusciva a fornirmi era quella di esplodere. Poteva trattarsi di una partita a ping-pong persa, di un rifiuto, di qualcosa che non comprendevo… Ai miei tempi, ormai più di 30 anni fa non si sapeva nulla di queste cose, non si sapeva nulla di FASD, e ben poco di autismo, ciò che si faceva era semplicemente cercare di normalizzare stigmatizzando inevitabilmente colui che era diverso e ottenendo come unico risultato l’incancrenimento dei comportamenti problematici, portandoli all’esasperazione o indirizzando con il passare del tempo all’uso di alcol e droghe come medicamento di quel “ansia” profonda, nel tentativo estremo di controllarla.
Il cervello è un organo estremamente duttile che riesce a compensare i deficit di alcune zone reinventando percorsi diversi, quindi crescendo e con i giusti suggerimenti oltre che con una buona psicoterapia cognitivo-comportamentale è possibile imparare a controllare o ridurre per quantità e qualità i meltdowns. Ma ciò che conta ancor più è riuscire a supportare i bambini che oggi ne sono vittime e che in tal modo non dovranno sperimentare decenni di autodistruzione, stigma e violenta e lesiva psicofarmacologia.

Questo è il nostro compito, il compito dei sopravvissuti!

 
 
 

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Claudio Diaz

A proposito di Claudio Diaz

Sono una persona che grazie alla malattia è tornata in contatto con una realtà dalla quale fuggiva da troppo tempo e che grazie alla stessa ha compreso, nel senso più totale, il dono del presente, del qui e ora. La Vita è un lungo e bellissimo viaggio del quale però troppo spesso non si comprende lo splendore, e solo tramutando un evento drammatico, una crisi, in un’opportunità, potrà essere ri-scoperto. L’opportunità per me è stata quella di riscoprire l’importanza della relazione mente-corpo-spirito e delle mie reali potenzialità, comprendendo che solo attraverso un’attenta osservazione di un evento si può capire la sua mutevolezza e le sue molteplici sfaccettature. Oggi cerco di restituire in qualche modo il tanto ricevuto, dall’esperienza di uomo di 35anni quale sono. Scrivo, fotografo, ascolto e parlo. Non rifiuto più di dire quel che penso, nè tanto meno di ascoltare quel che pensano gli altri. Sono socio di Slow Medicine, e amo chi riesce a guardar prima dentro di sè, perchè solo tramite questo viaggio introspettivo si troverà la chiave di lettura per amare la vita nonostante le storture in cui la realtà ci coinvolge. www.neurodiversamente.org

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