Lulù, il fiore tutto blu

Alcuni di voi avranno letto “Lulù, il fiore tutto blu”, se non l’avete ancora fatto vi basterà cliccare sul titolo per tornare un po’ bambini.
Narra la vicenda di un fiore coraggioso che nonostante le difficoltà del terreno, riesce a crescere in mezzo ad un campo di papaveri rossi!

“…con coraggio e determinazione, il piccolo seme attecchì e crebbe, fino a divenire un magnifico ed unico esempio floreale. Anche la pioggia, che i fiori accolgono con tanta gioia perché li rinfresca dalla calura estiva, per Lulù rappresenta una fonte di preoccupazione: troppa acqua, come per le piante grasse, rischia di farlo imputridire! Perciò prega il Cielo affinché piova si, ma non troppo; che spiri il vento ma non che venga una tempesta! Anche quando i papaveri si crogiolano al solleone, lui deve chiedere alle nuvole di fargli ombra, altrimenti si brucerebbe o si sbiadirebbe. Per Lulù ogni cosa, anche la più banale, diventava importante e alle volte rischiosa. Ciò che per i papaveri è facile e spontaneo, per Lulù è una conquista, una meritata vittoria!”

Ebbene uno dei miei obiettivi è proprio quello di far fiorire con serenità il mio Lulù di 6 anni, un bimbo con very  special needs.
Per fare ciò però non solo mi sono dovuta armare di zappa, come qualsiasi giardiniere, ma anche di tanta fermezza. Mi sono resa conto infatti che il Mondo della Disabilità, che viene considerato un mondo a parte e non parte del mondo, è il terreno dei diritti negati.
Un terreno pieno di molte Leggi, Decreti, e Sentenze tutte a favore dell’integrazione e del benessere reale dei più sfortunati, ma che le stesse amministrazioni ledono violando i diritti, privando all’atto pratico i diversamente abili di cose fondamentali, necessarie per lo sviluppo ed il buon mantenimento della salute mentale: cure, giochi inclusivi, trasporti, cibi, ecc. Finendo, in tal modo, col far ricadere su noi genitori l’onere di tutelare un Essere indifeso, di spendere tempo ed energie in battaglie immani contro la burocrazia, di farci avvelenare dalla fiele in una vita già tanto provata. Mio figlio era solito chiedermi spesso: perché io non riesco a stare sull’altalena?” Come si spiega ad un bambino di 3 anni che il Comune non ha i soldi per mettere un gioco inclusivo?

“Niente per lui è semplice o scontato; anzi alle volte, ciò che per gli altri è un divertimento, per lui può essere addirittura pericoloso. Eppure è pur sempre un fiore, perbacco! Pensa mesto Lulù.”

litografia lulu arcobaleno

 

Il mio piccolo Lele è stato sempre molto presente a se stesso: infatti dall’età di 3 anni ha iniziato a chiedermi:  “Perché io non riesco a correre e quel bambino più piccolo di me invece si? Perché io non riesco a disegnare e gli altri miei compagni lo fanno? Perché non mi capisce nessuno quando parlo???”.  Un giorno addirittura mi minacciò: “Io non salgo in auto per andare da tata Elisabetta (la fisioterapista dell’Ospedale) se tu non ammetti che non è una tata ma una Dottoressa!” Sospirai e dissi: “Certo che è una dottoressa: è vestita tutta di bianco! Ma con te ci gioca come se fosse un’amica!” E Lele mi chiese perché dovesse andare da un Dottore per imparare a camminare. Rimasi sbigottita, aveva 4 anni e mi aveva messa all’angolo.
All’inizio gli davo le classiche risposte: ognuno ha i suoi tempi, tu sei bravo in un’altra cosa, ecc. Ma col passare del tempo mi accorsi che stavo perdendo di credibilità e mio figlio stava perdendo i suoi punti di riferimento: noi, i sui genitori. Sicché mi feci coraggio ed gli comunicai la diagnosi; usai parole semplici, adatte ad un bambino e lui capì. Così da quel giorno ha smesso di fare domande e si mostra più disponibile nell’accettare le terapie riabilitative. Certo alcune situazioni non le accetta, fa resistenza, come d’altronde ne facciamo noi quando ci troviamo costretti a dover accettare i nostri limiti.
Qual è la chiave? Sapere che abbiamo dei punti di forza, a noi scoprire quali!
A proposito: domani abbiamo la prova della Specilbike, che dite, ci salirà?
“Chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza (Cit. da Canzona di Bacco, Lorenzo de’ Medici)”.
Quando ero in attesa di Lele, ogni mattina mi svegliavo con questa nenia in testa; eppure non sapevo di aspettare un bambino speciale. Evidentemente è vero che i nostri figli hanno tantissimo da insegnarci e lo fanno già da quando sono solo dei “semini”.

 Un team di esperti decretò Lulù, uno dei fiori più rari al mondo ed i papaveri iniziarono a rispettarlo per quello che era: una splendida, unica, rarità!

 

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Chiara Franceschini

A proposito di Chiara Franceschini

Una spinta carica di amore, da parte di Lele, il mio miracolo raro, mio figlio, mi ha reso una mamma speciale, consapevole di attitudini di cui non mi credevo capace, che mi hanno permesso di varcare i confini di realtà fatate. Ed eccomi, donna, mamma, impiegata di banca e.. autrice di libri e fiabe per bambini e adulti. Una passione nata dal bisogno di mettermi in gioco. Ho trasformato la lotta in conquista, ridisegnando così un mondo nuovo. Attraverso le fiabe racconto di un mondo inaspettatamente ricco, un universo visto da una prospettiva diversa. Questo ciò che mio figlio mi ha insegnato! E grazie a lui, ho scoperto aspetti dell'Essenza Umana sorprendentemente straordinari! Come un magnifico fiore blu in mezzo ad un campo di papaveri! Spero vogliate scoprire con me la Meraviglia che la Vita ci riserva, e coglierne le sfumature, oltre che gli aromi. Basta aprire il cuore e liberare le Ali della Fantasia!

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