L’istante prima della pioggia

Piccole nuvole si accumularono sopra di me, lentamente.
Prova a dire a qualcuno che il tuo istinto si è affinato tanto, da essere certo che un minuscolo puntino nel cielo porterà ad una tempesta devastante. Se incontri una persona in grado di darti ascolto a partire da un presupposto così insignificante, inseguila in capo al mondo, perché la fiducia autentica è un dono molto raro.

Io il profumo di pioggia lo sentivo già e non avevo dubbi; ma ero solamente una visionaria traumatizzata dalla vita agli occhi altrui.
“Beh, dai non è colpa loro… non mi conoscono… sì”; però, tutti questi strati di comprensione ingiustificata mi seppellirono sotto una coperta in cui non riuscivo più divincolarmi.
E, così, la visionaria commise l’errore più grande che potesse fare: iniziò a dubitare di se stessa.
“Forse, dopotutto, sto “bene” – iniziai a dirmi – “magari, semplicemente, nei confronti della vita mi sono sopravvalutata”.

Ma, nuvola dopo nuvola, vidi il cielo oscurarsi. L’aria diventò pesante, quasi mancava. Un attimo prima che scoppiasse il temporale che aspettavo, non provai a difendermi, non cercai un riparo: bensì, spalancai le braccia per riceverlo completamente. Avevo sempre saputo che stavo vivendo una vita che non mi apparteneva e, finalmente, avevo davanti la mia di dimensione. Faceva schifo come scoperta, penserete, ma mai quanto non poter contare su di me. È stata una festa di liberazione a cui presi parte solo io.
Era ora di partire da zero.

Ultimamente, il mio “vaso” trabocca. È ai limiti. Per farci stare ciò che voglio, ho bisogno di praticarvi un buchetto e lasciar defluire i ricordi che non mi sono più utili. Tuttavia, possono esserlo per qualcun altro. Quando la mia condizione fisica aveva la forma di un gigantesco punto interrogativo, avrei pagato per qualche dettaglio, qualche condivisione che sapesse di realtà.
Rievoco quei mesi – quelli che precedettero l’agognata pioggia – come tanti brevi fotogrammi ricchi di particolari.

Pubblicato nella Il cuore trascritto | 1 risposta
Lisa Zanardo

A proposito di Lisa Zanardo

Sono una donna di trentacinque anni che sta ricominciando tutto daccapo. Sono accompagnata dalla Sclerosi Multipla ufficialmente dal 2007, ma già la sentivo con me fin da quando ero poco più che una bambina. La convivenza con lei, aggravata da basi di vita molto difficili, mi ha condotta fuori strada, nonostante le mie intenzioni e la mia testardaggine. Ora, cerco di deviare le impossibilità che la società mi pone e di trovare la chiave di svolta, per vivere amando ciò che faccio. Ho deciso di scrivere per Ali di Porpora, in quanto colpita dal modo autentico ed originale delle sue fondatrici di raccontare la malattia, senza mettere mai la persona ( o i problemi che la caratterizzano, al di là della condizione patologica ) in secondo piano.

Un commento riguardo “L’istante prima della pioggia

  1. Elisabetta

    È strano come l’ odore della pioggia nell’ aria possa annunciarla, …Nuvola dopo nuvola il cielo gira a sereno o tempesta,.. Ma è l’odore quello che lascia alla mente il ricordo, i ricordi, una quiete e poi…tutto e niente fra le gocce una nuvola passa ma racconta la tua storia ed il cielo torna sereno…

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *