L’importanza di avere autostima

Un giorno di agosto mi faccio coraggio e vado per l’ennesima volta dal medico di famiglia. Ci vuole un bel fegato dopo che il medesimo ti ha liquidato una decina di volte negli ultimi 6 mesi con qualche integratore vitaminico. Io chiaramente non buttai soldi per qualche multicentrumsupradincazzoneso perché non avevo alcun deficit nutrizionale.
– Buongiorno, dottore! Di nuovo io!
– Salve! Si accomodi pure.
– Non mi aspettava, eh? Sono come l’Inquisizione Spagnola!
Dall’occhio ittico che mi pianta addosso, deduco che non ha colto la citazione.
– Allora, come sta?
– Mah…ultimamente ho le gambe spesso rigide, affaticate, sbando…mi formicolano gli arti.
– Fammi vedere.

Mi viene accanto e mi squadra da capo a piedi. Ho un vestitino rosa corto con le margherite e un bel paio di zeppe per slanciare i miei goffi centocinquanta centimetri di materiale umano. Mi tasta i polpacci.
– Sembra come fossero stabilmente contratti. Beh, hai una buona muscolatura.
Sorride soddisfatto.
– Sì, grazie. Il punto è che è come se non si rilassassero mai. E come sa [col cazzo che lo sa, lo so che non se lo ricorda], ho anche altri sintomi come l’insonnia, xerostomia, xeroftalm-
– Posso prescriverti qualche pomata per le gamb-
– No, guardi, non è questo di cui ho bisogno.
– Hai bisogno di parlare? Io ti ascolto volentieri.
– Parlare? [Perché ora mi dà del tu?] Veramente vorrei solo esporre i miei sintomi. Sono ormai mesi che mi tormentano e che-
– Posso prenderti appuntamento con uno psicologo.
– Lo psicologo? Sì, va…va bene. Del resto, non posso escludere sia tutto psicosomatico… anche se mi sembra strano. – bisbiglio.
– Viviana, ti do un consiglio. Esci, divertiti, prendi un po’ di sole.

Il mio scoramento è visibile almeno quanto il mio pallore. – E fatti un ragazzo!
Eccola qua, la classica battuta paternalista che tutto il pubblico aspettava! Sarei stata più felice mi avesse detto “ e fatti una scopata ogni tanto!”. Vorrei dirgli che io le scopate me la faccio.  E nonostante tutto, sono sicuramente migliori e più frequenti delle sue.

– Ma io veramente ce l’ho! – riesco a dire.

Lo fisso e capisco che non puoi cavare sangue da una rapa. Prendo e mi alzo con piglio sprezzante, ma le ginocchia dicono “no” e zoppico lentamente verso l’uscita. Per non rinunciare comunque al dramma, sbatto la porta dietro di me. Immagino il riporto del dottore sollevarsi sotto la folata di vento prodotta dalla mia dipartita. Corro verso la prima panchina all’ombra, ho bisogno di riprendere fiato. La rabbia e l’ansia. Sono sola. Sono disperatamente sola davanti il dolore. I miei genitori non mi credono, il medico non mi crede. E io continuo a lavorare e spaccarmi schiena e gambe. Io glielo avrei voluto dire al dottore: “ Guardi che io ci spero! Ci spero tanto che sia tutto psicosomatico! Ma io la conosco la mia ansia, e questa *questa* è una roba diversa. Ci sono giorni che non riesco a muovermi dai dolori, mi tirano tutti i cazzo di tendini del corpo!”

Sotto quel sole accecante di una pausa pranzo, decisi di fare di testa mia. Fino ad allora, avevo avuto paura di autodeterminarmi, di seguire il mio intuito e la mia conoscenza. Avevo preferito delegare. Presi subito appuntamento con un reumatologo. Fu l’inizio di una strada lunga ma, finalmente, di quella giusta.

Pubblicato nella Lepidezze Croniche | Lascia un commento
Viviana Di Carlo

A proposito di Viviana Di Carlo

Sono una studentessa di biologia abbondantemente fuori corso a causa di una vita piena di cazzeggio tra musica, cinema, letteratura (e tanto internet). Vivo su un'isola sperduta del profondo nord Europa. Combatto la malattia con sarcasmo ed autoironia perché la vita è troppo breve per prendersi sul serio. Il viaggio è più lento ma non meno appagante, anzi. "Da qui, messere, si domina la valle", modestamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *