Libertà di ascoltare

Mi sono ritrovata, per caso, a parlare con un’amica di un argomento di cui ignoravo l’esistenza e la mia sete di sapere mi ha spinto ad approfondire: l’esistenza dell’inquinamento acustico e di quanto potesse fare male. Questioni talmente importanti che si cerca di sottovalutare spostando l’attenzione su informazioni da quattro soldi che in Italia, oggi, sembrano essere  pane e acqua.
Gli udenti sanno distinguere benissimo un suono da un rumore, per un sordo è difficile ma non impossibile. Da sorda vedo il rumore come un suono indesiderato, ma pur sempre un suono. Fin da quando ho imparato ad ascoltare, tutto per me è suono, alcuni suoni sono più soavi e dolci, altri prorompenti e aggressivi, ma non ho mai considerato che potessero nuocere in qualche modo alla mia salute, sottovalutando quindi la cosa. Spesso, la percezione dei suoni è molto soggettiva, per me potrebbe essere un rumore molesto quello che per un udente è un suono, o viceversa. Tale disturbo è noto come “annoyance” che non è solo conseguenza di un sonno disturbato o dell’impossibilità di comunicare normalmente, ma dipende da varie sensazioni come il sentirsi disturbati o impediti a svolgere normali attività, anche queste tutte sensazioni molto soggettive.  

Avete mai pensato a tutte le volte in cui, entrando nei negozi, udite una musica che preferireste evitare? Si, anche questo è inquinamento fonico perchè visto come una sorta di imposizione ad ascoltare un qualcosa che eviteremmo volentieri. Si, avete proprio capito bene, è inquinamento. Potrei sembrare una stupida con quest’affermazione ma se rifletto penso che, spesso, sento suoni o rumori che non vorrei, che mi disturbano e non riesco a concentrarmi. Se questo non è inquinamento acustico, come si può definire?

Un insieme di rumori o suoni che derivano da più fonti, in grado di influire sull’equilibrio psico-fisico dell’uomo ed alterarlo. Avete mai pensato che quando avete le cuffie e ascoltate la musica ad un volume altissimo, in un luogo pubblico, potreste infastidire qualcun altro? Sono sciocchezze, ma vorrei far riflettere e spingervi a provare, nel piccolo, ad essere un po’ altruisti.

Sono sempre stata convinta che tutto ciò che si potesse ascoltare, da sorda, fosse qualcosa di magico, di bello, di nuovo. Ho sempre cercato di raggiungere il volume più alto possibile, anche fino ad arrivare a stonarmi le orecchie, pur di percepire quel suono o rumore con tutte le proprie vibrazioni senza riflettere davvero su quali potevano o potrebbero essere le conseguenze per me o per qualcun altro. C’è molta disinformazione e ignoranza sul tema cosicchè, spesso, è difficile usare le parole giuste.

Un grande regista[1] usò una frase che un compositore oggi ha ripreso e che ha ispirato il racconto del suo libro: “La musica è pericolosa[2]. Un compositore che sostiene l’inquinamento fonico, sembra quasi essere una contraddizione e invece NO. Ha del vero. Riflettiamo su quanto fastidio possano darci i rumori attorno a noi, quanto potrebbero incidere sul nostro udito, sia da sordi o che da udenti. L’inquinamento fonico può essere visto come un universo parallelo che racchiude tutto ciò che di brutto può essere legato al sentire e non all’ascoltare. La disinformazione, la non riflessione, porta sempre a trascurare e a non approfondire ciò che ignoriamo, alimentando una routine che potrebbe peggiorare il nostro stato di salute. Non siamo abituati ad ascoltare il nostro silenzio, siamo dipendenti dai rumori, suoni, confusione e non percepiamo noi stessi. Molto spesso ci si rifugia nel rumore per evitare di ascoltare le richieste di aiuto, di frastuono che derivano dal nostro io interiore. In un mondo parallelo parliamo con noi stessi, distinguiamo i suoni dai rumori, distinguiamo il piacere dal non piacere, distinguiamo l’esigenza dello stare in silenzio dal caos. Dobbiamo imparare ad ascoltarci, ad accogliere le nostre esigenze e provare a capirle. Dobbiamo imparare a dedicare più tempo a noi stessi, ad isolarci ogni tanto dai problemi e goderci l’energia che deriva dal nostro IO.

Il silenzio è brutto, sono la prima a sostenerlo, ma molto spesso è l’unica cosa che ci permette di far pace con noi stessi e cerca di farci capire di cosa davvero abbiamo bisogno. Siete mai riusciti a resistere in una situazione di silenzio assoluto per più di due minuti? Non è impossibile, basta volerlo. Ecco, mi piacerebbe sapere cosa si prova, che sia una persona sorda, che sia una persona udente.

Ci è stato regalato dalla vita il libero arbitrio, perché non possiamo utilizzarlo nello scegliere cosa vogliamo sentire e cosa vogliamo evitare di sentire attorno a noi? Forse esagero, o forse no.

[1] Federico Fellini

[2] Nicola Piovani

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Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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