L’Esclusione

La disabilità innesca automaticamente l’esigenza di essere accettati in quanto ci si sente diversi. In fondo è la verità, lo si è. Mi piace pensare che si è speciali e non diversi.

Io ho una storia alle spalle a sé, non ho mai accettato la possibilità di mettere le protesi fino all’età di 16 anni quindi in me era forte il bisogno di essere accettata nonostante fossi l’unica a conoscenza della mia diversità. Molto spesso, mi sono sentita invisibile solo per il fatto di non sapere e non riconoscere le canzoni in inglese, non considerata perché non le conoscevo. Ma in realtà, c’era un motivo.

La sordità è una disabilità invisibile, molto spesso sottovalutata.

Nancy Spencer-Cavaliere è un assistente americana che lavora al sostegno dei bambini disabili e, attraverso un’indagine, voleva capire come si rapportavano e cosa percepivano i bambini disabili attraverso dei giochi di gruppo. Cercò di non urtare la loro sensibilità e non traumatizzare i bambini con delle domande o espedienti per tentare di fargli spiegare come si sentivano.

Usò l’artificio della terza persona, domandando cosa immaginavano o come avrebbero agito se fossero stati bambini con difficoltà di vario genere. «Durante la ricreazione volevo giocare coi miei compagni di classe ad acchiappino, mi piace tanto. Ho chiesto di giocare, mi è stato detto di no. Ho chiamato in aiuto la maestra, ma non ha fatto nulla. Mi sono sentito una nullità», una delle tante risposte avute da un bambino. «Gioco a calcio. Ricordo quando sono stato spedito in campo negli ultimissimi minuti di una partita che stavamo perdendo senza possibilità di recuperare. Mi hanno fatto giocare, ma non è stato come se mi avessero davvero voluto in squadra». Ecco un’altra risposta che evidenzia sempre di più la disparità e l’esigenza di sentirsi inclusi in un gruppo.

Questo evidenzia, che molto spesso, i bambini disabili sentono l’esigenza di essere accettati, di sentirsi parti di qualcosa, di sentirsi utili. Gioca a loro favore, la fortuna che ahimè non tutti hanno, di avere un amico sincero e vero che, magari, grazie alla famiglia capisca i valori e tenda a non emarginare. Avere dei perni su cui saper di poter contare, è già una sicurezza per un bambino disabile.

In fondo, un po’ li capisco. Quando sei piccola, non capisci a fondo il perché della tua diversità e ti fai mille domande ma non troverai mai una risposta. Forse, sei ancora troppo piccola per capire il valore del “tuo essere speciale”. Spesso, se non si è aiutati, si tende all’auto-esclusione, sono diversa quindi questa cosa non posso farla. E spesso, gli altri danno per scontato che tu non possa fare quella cosa e ti escludono a priori. Magari, se cambiassero il modo, se proponessero a te quella cosa anche sapendo che non puoi farla, ti senti già rassicurata. E invece no. Si preferisce ferire, anche involontariamente.

L’indifferenza, forse, è peggio dell’esclusione. Però, molto spesso, viene amplificata dal disagio interiore del disabile.

L’esclusione ti ferisce come ferisce una persona che ami, come se ti arrivasse una coltellata e non riuscissi a reagire. L’esclusione tende all’ auto-esclusione con la consapevolezza che non sei accettata perché diversa e la convinzione che non sarai mai parte integrante di una società.

Delle volte, l’unica soluzione è circondarsi di persone giuste ma riconosco che non tutti hanno questa fortuna. Ora arriva l’estate e io che ho sempre amato questa stagione comincio ad avere  un po’ d’ansia. Il caldo non fa respirare il mio orecchio e sono sempre soggetta ad infezioni. E l’infezione equivale al silenzio.

Però bisogna combattere, anche se ogni tanto si è stanchi e si ha voglia di lasciarsi andare agli eventi. Ci sono eventi, però, che meritano una lotta continua.

Pubblicato nella Il Rumore dei Suoni | Lascia un commento
Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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