L’amore salva: la storia di Nello Ruggiero, lo sposo single

Impazza  la polemica sul film Joker: troppo violento, dicono alcuni, tale da scatenare i peggiori istinti in coloro che sono predisposti ad azioni turpi, stanando queste pulsioni dagli anfratti dove sono nascoste. Troppo crudo, cupo e triste: così da fugare, irrimediabilmente, l’atmosfera fantasy del fumetto. La pellicola, insomma, il cui personaggio è incarnato da Joaquin Phoenix, sembrerebbe essere un po’ troppo di tutto.

Quel che è certo, però, è che il personaggio di Joker è condannato ad essere uno scarto sociale dal non amore e dalla mancanza di un reale ascolto.

Un’infanzia, la sua, dove la pappa e la nanna erano condite da abusi ed un’età adulta priva di considerazione, dove si è continuamente vilipesi, oggetto di violenza verbale e fisica, di scherno, di mancanza di empatia e connotata dalla completa assenza di un autentico contatto umano.

Ma Joker quel contatto umano lo cerca disperatamente: dalla psicologa dei servizi sociali, dal suo mito della tv, di cui sogna di essere il figlio voluto ed atteso, dalla giovane madre sola della porta accanto, che immagina essere al suo fianco in tanti momenti di dolore solitario, pronta a tendergli ed a stringergli una mano, sollecita nel rincuorarlo dopo una brutta giornata.

Joker diventa “se stesso”, ossia trasforma la sua risata compulsiva, che quasi lo soffoca, da sintomo proprio di un disturbo neurologico, a riso parossistico volontario e schernente, di fronte alla violenza, priva di senso, agita da altri. Quasi a denunciare il paradosso degli abusi, la loro inutilità, di fronte alla quale sembrerebbe che si possa reagire solamente con un riso talmente incredulo da diventare stridulo, inopportuno, addirittura sguaiato.

Nessuno parrebbe disposto  a salvare Joker dalla violenza, dagli stessi demoni che abitano il suo cuore, e così lui a quella violenza senza freno e senza rimorso si abbandona, la accoglie, se ne fa portavoce, vettore, senza resistere, ma anzi con un autocompiacimento macabro. Invece di esserne vittima indifesa e succube ne diventa divertito artefice, a denunciare la mancanza di senso di alcune vite che sembrano quasi essere “illegittime”.

Nessuno salva Joker dall’abisso, perché in realtà nessuno lo ama. Nessuno gli offre un esempio positivo di riscatto, nessuno risponde al suo appello, al suo bisogno di appartenere a qualcuno o a qualcosa.

Ma ci sono, invece, esempi nella realtà, che ci parlano di come l’amore, verso gli altri, che torna circolarmente verso se stessi, possa essere strumento di riscatto e benefica ancora di salvezza.

E’ il caso di Nello Ruggiero, oggi conosciuto dai più come il primo sposo single.

Una vicenda umana, la sua, che attraversa una fase di profondo dolore, di oscurità, conducendolo sull’orlo del baratro.

Nello fa il parrucchiere e un giorno come tanti torna a casa e scopre il tradimento, con il suo migliore amico, della donna che ama.

Improvvisamente 9 anni di convivenza precipitano nel vuoto e con essi il senso della vita che lui aveva condotto fino a quel momento.

Tutto perde sapore e significato: il suo unico punto di riferimento è una zia suora, missionaria in Africa. E’ lei la sua piccola luce. Ma nel 2012 Nello perde anche lei e con essa la fede. Il 2013 è l’anno dell’abisso. Beve, si abbrutisce, è invaso da pensieri negativi. Decide di partire per l’Africa, la terra cui sua zia aveva prestato soccorso, nella disperata speranza di ammalarsi di malaria. Ed invece, proprio lì, dove sperava di trovare la morte, ritrova l’essenza più autentica e vera della vita. La ritrova nel sorriso dei bambini di un orfanatrofio, che pur non avendo nulla gioiscono.

“Lì ho ricominciato ad amare me stesso, rispecchiandomi in loro e questi bambini, così riconoscenti, saranno sempre importanti per me”, racconta Nello.

Tornato a casa raccoglie soldi, per contribuire a costruire un ospedale, ma anche vestiti. Dal 2013 al 2016, una volta l’anno, invia abiti e alimenti a lunga scadenza in Africa, che le suore del posto provvedono a distribuire.

Cerca di fare tutto con le sue forze: non vuole chiedere nulla agli altri, perché non vuole trovarsi invischiato in una rete di dubbi, sospetti e maldicenze.

Ed ecco arrivare, proprio nel 2016, la data in cui spegnere le sue quaranta candeline. Una data importante, che coincide con i 50 anni d’amore vissuti dai suoi genitori.

Nello decide di organizzare una festa ed è ancora l’Africa, con le sue atmosfere, ad ispirarlo.  Decide di fare una cena a lume di candela nelle sale nel ristorante la Sonrisa di Sant’Antonio Abate.

In quest’occasione, Nello decide di festeggiare il suo ritrovato e rinnovato amore per la vita, un amore che lo ha salvato dal baratro e riscattato, contraendo matrimonio con se stesso.

Un modo per ribadire il concetto che è proprio il sentimento di accettazione profonda verso noi stessi che non deve mai cedere il passo a istanze negative, facendoci sentire privi di valore.

Dopo essersi fatto questa promessa solenne, Nello parte addirittura per un viaggio di nozze. La sua destinazione è l’Egitto.

“E’ stato emblematico: il segnale di una ritrovata libertà interiore, priva dei legacci costituiti dai pensieri negativi, perché se non si ha paura di uscire dall’area angusta di ciò che conosciamo, che diventa però una sorta di prigione,  ogni nuova esperienza può regalarci un senso di profondo benessere”.

Improvvisamente tutto cambia per Nello: si ritrova ad essere un emblema del desiderio femminile, ricercato e scelto.

La vita però ha in serbo per lui un’altra dura prova: dopo poco tempo, infatti, perde il suo lavoro di parrucchiere. Una situazione che perdura da tre anni, facendogli vivere la quotidianità all’insegna della precarietà economica.

Ma tutto è ormai cambiato dentro di lui: pur tra tante difficoltà, infatti, numerose giornate difficili, la vecchia persona che era, che si era lasciata andare nel piattume degradante, privo di speranza, di giornate senza scopo, sempre uguali a se stesse, non esiste più.

Al suo posto è rinata una persona pronta a combattere per se stesso e, prima ancora, per gli altri.

A salvare Nello è stato tutto l’amore del mondo, racchiuso in un sorriso spontaneo, caldo come un raggio di sole, il sole d’Africa.

 

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