La Fontana Difettosa

“Mi raccomando bambini, non fermatevi mai a quella fontana laggiù: esce acqua sporca.” Disse la maestra guardando uno a uno i suoi alunni.
I bambini iniziarono con i loro perchè.
Uno domandò: “Perchè è rotta?”.
Un’altra chiese: “Perchè l’acqua è sporca?”.
E un terzo: “Perchè non l’aggiustano?”.
E poi: “Perchè c’è ancora se non si può bere la sua acqua?”.

“Perchè… perchè.      …perchè  …?”
Sembravano tanti uccelli canterini, anche se qualcuno gracidava più come un uccello del malaugurio che un giovane passerotto.
Infatti alcuni giunsero alla conclusione che fosse meglio chiuderla, o mettere una catena intorno, o togliere il rubinetto. “O.. o.. o..!” 

La donna li osservava , li ascoltava e taceva, ma non era la sola a farlo!
I pensieri e le domande presto lasciarono spazio ai giochi: strutturati, liberi, guidati, di gruppo, insomma attività e laboratori di ogni tipo. 
L’importante era tenersi lontano dalla fontana velenosa.
Passarono i mesi e i piccoli apprendisti presero confidenza con gli spazi e le attività proposte. Bevevano regolarmente prima di uscire in giardino, perciò nessuna sentiva il bisogno di avvicinarsi alla fontana. Il pericolo era scongiurato! 

La maestra fuori li lasciava liberi di sperimentare i giochi antichi: saltare, sporcarsi, e fare la pappe con la terra. Quest’ultimo gioco andava per la maggiore, e la signora ne era molto soddisfatta. Quindi, andava tutto bene? O c’era un pensiero che tramava nell’ombra di qualche testolina?

Caso volle che fu proprio così: sotto una cascata di riccioli c’era un cervellino a cui non era stata data la risposta al perchè la fontana si trovasse ancora lì se è rotta.
Quella domanda ronzava così forte, che le orecchie dissero al cervellino: “Basta pensare! Avvicinati per vedere meglio!”
E fu’ così che due gambette incerte accompagnarono gli occhi furtivi e le manine tremanti dalla fontana.
L’acqua prese a sgorgare terrosa, ma questo il cervellino lo sapeva già.
Quello che non sapeva fu’ ciò che avvenne dopo: le dita furbette, ormai divenute esperte dalla miriade di laboratori, si misero a tappare l’acqua che schizzò sull’asfalto. Schizzare e tappare, aprire e chiudere, schizzare e tappare, chiudere e aprire fu’ l’attività delle manine per alcuni minuti.
E alla fine apparve una cosa incredibile.
“Altro che pappe con la terra!” Pensò cervellino tutto contento, e andò a chiamare i compagni.
Li strattonò con il sorriso che gli arrivava sino alle orecchie. 

Appena giunti, gli altri si bloccarono sbalorditi: non volevano cancellare il fantastico quadro di terra che aveva fatto cervellino, con le sue mani, tutto da solo!  Ecco perchè la fontana si trovava ancora lì!
E non era nè da evitare, nè da buttare, nè guasta, nè tanto meno rotta: era da valorizzare.

Quel cervellino aveva capito che le normali fontane fanno sgorgare acqua, ma solo quelle speciali fanno cose meravigliose!   

L’osservazione attenta, quella che viene dal cuore e si trasforma in accettazione, permette di scoprire mondi interessanti, anche se sembra ci sia solo desolazione.  
A volte è necessario correre un rischio, osare, avventurarsi oltre, anche se ciò potrebbe rivelarsi un avventura in solitaria. Anche quando questo ci potrebbe far apparire diversi.
In quell’essere diversi scopriremo il nostro vero essere.
Diverrà naturale affidarsi, meravigliarsi, accorgersi di quel piccolo particolare che ai più sfuggirebbe, ma che invece spesso rappresenta l’eccezione, la rarità.
Solo allenando il nostro animo ad un sentire più attento, pronto a cogliere anche piccole e sottili sfumature, sentiremo nascere in noi quel moto di speranza e amore verso il prossimo, anche quando questi è diverso da noi. 

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Chiara Franceschini

A proposito di Chiara Franceschini

Una spinta carica di amore, da parte di Lele, il mio miracolo raro, mio figlio, mi ha reso una mamma speciale, consapevole di attitudini di cui non mi credevo capace, che mi hanno permesso di varcare i confini di realtà fatate. Ed eccomi, donna, mamma, impiegata di banca e.. autrice di libri e fiabe per bambini e adulti. Una passione nata dal bisogno di mettermi in gioco. Ho trasformato la lotta in conquista, ridisegnando così un mondo nuovo. Attraverso le fiabe racconto di un mondo inaspettatamente ricco, un universo visto da una prospettiva diversa. Questo ciò che mio figlio mi ha insegnato! E grazie a lui, ho scoperto aspetti dell'Essenza Umana sorprendentemente straordinari! Come un magnifico fiore blu in mezzo ad un campo di papaveri! Spero vogliate scoprire con me la Meraviglia che la Vita ci riserva, e coglierne le sfumature, oltre che gli aromi. Basta aprire il cuore e liberare le Ali della Fantasia!

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