Io

Mi sono presa il diritto di essere esattamente ciò che voglio, in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Ed ecco che i miei sorrisi si son fatti più grandi, le mie lacrime hanno preso a scorrere senza più sentirsi inadatte. Le emozioni si sono fatte carne, e la rabbia mi è sembrato quasi di riuscire a tenerla tra le mani. Ho lasciato al dolore il diritto di prendersi il suo spazio, sempre, senza respingerlo. E all’anima ho dato pezzi di sfacciata felicità, lasciandole il potere di scuotermi. Ho preso tutto il bello e tutto il brutto e l’ho lasciato fare, gli ho dato spazio, gli ho dato i miei respiri. Il brutto si è preso muscoli contratti, lividi e sangue. E ancora lussazioni, edemi, vuoti di memoria e sete d’aria. Ma il bello, il bello si è preso il mio cuore, e lo ha fatto battere, lo ha fatto ridere e sussultare di emozioni tanto grandi da lasciarmi senza fiato. Ha preso poi la mia anima e l’ha dissetata, perchè da tanto, troppo tempo non si sentiva leggera. Al bello e al brutto ho dato me stessa, i miei giorni no e quelli in cui vorrei fare senza smettere mai, senza pensare a quel prezzo che poi il brutto presenterà. Ho fatto una promessa a me stessa. Non voglio più risparmiarmi, non voglio più nascondermi, non voglio più esser altro. Sono e sarò io, da oggi e per sempre. Io nel mio esser così forte e fragile allo stesso tempo. Io con la mia voglia di emozionarmi ancora. Io a braccetto con la malinconica sensazione di aver perso troppo, ma decisa a lottare. Io testarda, ma generosa. Io a volte così vera da far male, piena di una schiettezza che rivendica solo il diritto di voler dire. Io desiderosa di un abbraccio che rimetta a posto tutti i pezzi. Io che troppe volte ho respinto quello stesso abbraccio perchè spaventata dal suo potere, dal vederlo poi svanire in un attimo, bastardo e codardo, restando poi sola. Io, sempre io, con le mie contraddizioni, con le mie giornate macinate tra passi stanchi, ma mai arrendevoli. Io quella delle verità che lasciano senza parole, quella delle diagnosi impossibili. Io con queste mie rarità scomode, terribili, irreparabili. Io che ho deciso di restare anche quando sola e spaventata avrei solo voluto voltarmi e correre lontano, proprio io che di correre non sono più capace. E ancora io che ho scelto di abbracciare la vita e tenermela stretta, anche quando abbracciarla ha visto la mia anima rompersi in mille pezzi. Io che ho imparato a raccoglierli quei pezzi. Io che ho imparato a ricucirli, aggiustarli, scrollarli dalla polvere, pulirli dallo sporco che li ricopriva e farli tornare a splendere. Io che lotto contro ogni nuovo limite e lo trasformo in un’opportunità. Io con i miei occhi che sanno dire più di quanto io stessa sia capace a volte e sempre io che di parole voglio fare scorta per poi lasciarle libere di dire, di volare lontano, senza esserne sazia mai. Io che guardo al sole, e immagino di poter ballare ancora una volta sotto la pioggia ogni volta che arriva un temporale. Io che aspetto l’arcobaleno e che di notte guardo le stelle, perchè ai miei sogni non voglio ancora smettere di credere. Io che oggi guardandomi allo specchio riesco a dirmi: “Sei stupenda anche così…”.

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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