Incontri

“Cosa cambieresti della tua vita?”

E’ una domanda che mi si pone spesso. Cosa dovrei cambiare? Credo nulla.

Quando rispondo “nulla” arriva la seconda domanda banale: “Non cambieresti nemmeno la disabilità?”.

Perché dovrei? La mia vita è questa anche per merito/colpa sua, che senso avrebbe cambiarla se in fondo mi va bene così com’è?

Le persone hanno una percezione sbagliata della disabilità, sono disinformate e parlarne non è mai abbastanza. Vedono la disabilità come fosse l’ostacolo più grande del mondo, quello impossibile da superare, come se la tua vita girasse tutta intorno a quel “problema”.

La disabilità non è il problema, il problema sono le persone.

Lasciamo spesso che sia il problema ad impossessarsi di noi e non noi a gestire il problema. Eh, capisco che non sia facile ma se forse ci fermassimo anche solo un n attimo a pensare capiremmo le infinite possibilità che la vita ci offre. 

Abbracciare Eleonora e Claudio mi ha resa ancora più consapevole che la disabilità è negli occhi di chi la guarda e non di chi, come noi, la vive tutti i giorni.

Eleonora e Claudio mi hanno messo davanti al fatto compiuto, volere è potere.
E noi davvero possiamo se vogliamo una cosa.

Eleonora e Claudio mi hanno dimostrato davvero che gli ostacoli non sono niente di insormontabile, che si può “volare” anche con la stampella o con la carrozzina.

Quando mi sento “giù” rivedo loro che, con un enorme sorriso e un enorme forza mi hanno trasmesso che nulla è impossibile, tutto è possibile.

Quando però la routine torna ad impossessarsi delle mie  giornate, viziando i miei pensieri, dimentico tutte le mie possibilità vedendo le piccole “rotture quotidiane” come insormontabili. Ma subito mi fermo a pensare.
Pensando, mi rendo conto che in realtà per me sono insormontabili perché la disabilità è oramai scontata, è un bastone della mia vecchiaia che so gestire, che so affrontare, che cerco di coccolare senza più vederla come una nemica. Eppure, agli occhi della gente il mio ostacolo insormontabile è proprio lei, la disabilità.

In realtà, per noi non è più un ostacolo, ma quasi una compagna di vita che siamo abituati a portarci dietro. Il nostro ostacolo insormontabile è la distanza che non ci permette di vederci spesso. Lei è solo il nostro minimo comune denominatore.

Abbiamo fatto della disabilità lo specchio della nostra resilienza. Siamo ripartiti dal nostro dolore, dando voce a chi, magari, non ha la nostra forza.

La sordità mi ha insegnato che non posso, ma devo. Devo lanciarmi in qualsiasi cosa.
La sordità non deve essere una giustificazione ai “non posso” che il mondo e a volte io stessa metto davanti al mio volere.

Tutto puoi se vuoi. Anche volare.

Come siamo volati noi, sette anime rare, con “Piume di Diamante 

Pubblicato nella Il Rumore dei Suoni | Lascia un commento
Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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