Il terremoto dell’anima

Tornare a scrivere non è mai semplice, soprattutto quando hai tante cose da dire e non sai da dove iniziare.

Sono successe talmente tante cose negli ultimi mesi che non saprei da dove partire. Ma di una cosa sono certa, ho vissuto un vero e proprio terremoto dell’anima. Il terremoto dell’anima è quel sentimento che ti invade quando tutto va a rotoli e ti da la forza di rialzarti. Quel cataclisma che permette di ascoltare quella vocina dentro di te che ti sprona a lottare.

L’estate era partita con il piede sbagliato, problemi di salute che sembravano non risolversi mai. I tuoi reni non volevano guarire e mentre tutti erano al mare, tu dovevi riprenderti. Finchè, improvvisamente, ho capito che anche io dovevo metterci del mio. E allora, ho iniziato a pensare positivo. Ho iniziato a pensare a tutto quello che non avevo fatto e non avevo voluto affrontare. E ho trovato la forza di ripartire da me, da cosa volevo, da cosa mi faceva stare bene. Non ho ascoltato nessuno, solo me stessa. Ho fatto e disfatto valige più volte, partendo così, senza ascoltare l’esterno ma solo la voce dentro di me. Sono nate nuove amicizie che mi hanno regalato quella spensieratezza che si era alienata dentro di me.

Per la prima volta, quest’estate non ho avuto timore di andare a mare con gente che conoscevo da poco e di dire che portavo le protesi acustiche. Invece, con una naturalezza che non mi aspettavo, poco prima di entrare in acqua dissi “ragazzi, porto le protesi acustiche, devo toglierle per farle il bagno”, la loro risposta fu un semplice “ok” e questo mi ha fatto capire ancora di più che il problema, in tutti questi anni, è sempre stato mio, al di là della gente giusta e sbagliata che ho incontrato nella fase dell’accettazione. Ho imparato ad amarmi, forse troppo ( se vediamo il lato negativo) ma sono consapevole che niente e nessuno potrà mai farmi del male. Mi sono fatta male per tanti anni, una sorta di masochismo e non ho alcuna voglia di piangermi addosso. Forse, sono stata vittima ma inconsapevole di me stessa.

Per anni, sono stata alla ricerca di un perché sulla mia sordità. Perché sono sorda?

Sono andata a fondo, affidandomi ad uno specialista ma dalla ricerca genetica non è emerso nulla. Ho la possibilità di fare altri studi e mi sarei aspettata da me stessa una reazione diversa. Pensavo che il test genetico, la sua risposta, avrebbe finalmente chiuso un cerchio. Ma, in realtà, il cerchio dell’accettazione l’ho già chiuso da tempo senza realmente rendermene conto. Non ho più la sete di sapere, quel perché che doveva a tutti i costi appagarmi. Se riuscirò ad avere una risposta, ben venga. Altrimenti, va bene così. Ho raggiunto quell’equilibrio che non permetterò alla disabilità di distruggere. Si, forse è anche un modo di proteggersi dagli attacchi esterni che ci saranno sempre, devo essere più forte quando lancerò la controffensiva.

E’ stata un’estate di cose belle, di rinascite, di amicizie, di concerti, di persone belle e brutte, di viaggi, di scoperte, di amore.

Si, l’amore. Il motore della mia vita. Se non fossi perennemente innamorata, così passionale nelle cose che faccio forse non sarei così viva, così assetata di agire. Adesso, l’estate sta finendo. Io ho aperto un piccolo portone, un’esperienza da fare, un tassello da aggiungere al meraviglioso puzzle che è la vita.

Se c’è una cosa che ho imparato da quest’estate è che puoi piangere, disperarti, è lecito farlo. Ma per un breve periodo. Ti fermi, respiri, ragioni (il motore razionale che ha sempre bilanciato la mia parte impulsiva) e riparti. Riparti da te stessa, l’unica persona che mai ti deluderà.

Pubblicato nella Il Rumore dei Suoni | 1 risposta
Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

Un commento riguardo “Il terremoto dell’anima

  1. donluigi poretti

    brava Gloria !
    ogni giorno tutti dobbiamo saper riprendere, ricominciare con una carica nuova…
    Grazie della tua esperienza

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