Il piacere conosce ragioni che il corpo non conosce

– Qual è la prima cosa che hai pensato quando ti hanno detto “Sjögren”?
– Che non avrei piu’ scopato.
– (Risa) No, dai seriamente.

I primi sintomi son stati secchezza vaginale, poi orale, poi oculare. Infine son sopraggiunti stanchezza, rigidità, emicranie ricorrenti, insonnia e dolore cronico – praticamente ovunque e varie conseguenze ai primi sintomi, quali mal di gola cronico, carie, infezioni, reflusso. In realtà, tuttora la diagnosi è incerta. Alcuni mi hanno detto si tratti “solo” di fibromialgia, altri ci hanno aggiunto anche la Sjögren. Le mie analisi, e perfino la biopsia delle ghiandole salivari, son sempre state debolmente positive o non del tutto positive. Fatto sta che i sintomi di cui sopra esistono e persistono, e tra tutti, è stato il primo di essi a darmi più pensieri.

Anzitutto, è stato difficile trovare un* ginecolog* che mi sapesse aiutare. I primi tre non reputarono importante la (mia) salute sessuale e mi congedarono senza voler nemmeno affrontare la questione. Iniziai a sentirmi a disagio con le compagnie maschili e le loro attenzioni mi disturbavano. In verità, il mio desiderio permaneva ma il mio corpo non agiva di conseguenza. La masturbazione diventò penosa e la libido raggiunse i minimi storici. Ero prigioniera della vergogna e mi barricai in casa. Tacqui per mesi, con la malsana idea che i miei amici avrebbero solo provato repulsione e pena. Girovagando su internet, lessi che piu’ del 60% di donne affette da Sjögren giungono alla disabilità sessuale. Nella mia testa ero una 26enne coi genitali di una 60enne. Il complesso rapporto con la mia figura si esacerbò, crebbe il disgusto e smisi di mangiare. A leggere i diari di quei mesi, ancora ho i brividi di terrore. Infine, per il bene della mia salute mentale, decisi di porre una pietra sopra la questione. Addio sesso occasionale, benvenuta pace dei sensi!
Un giorno uscii con un amico, il quale mi offrì una bottiglia di vino e una casa vuota.
– No, grazie.
“Ho smesso”, avrei voluto aggiungere.

Successe che quel ragazzo mi piaceva davvero e decisi di fare “coming out”. Decidemmo semplicemente di provare
tutti i lubrificanti in commercio. Tristemente, nessuno è stato risolutivo ma è stata la stepping stone per spiccare di nuovo il volo.
[Signor* Durex/ Signor* di ogni Casa Farmaceutica, se siete all’ascolto, chiamatemi per brevettare un prodotto
innovativo per una nicchia ristretta ma fedelissima (no pun intended)]

Son passati circa due anni da questi accadimenti. E’ stato un periodo di riassestamento mentale e ricalibrazione corporea. Mi son rassegnata al fatto che non sarebbe mai più stato come prima, inutile che me e ve la racconti. Il sesso non è più spensierato e libero come una volta. Molte volte la penetrazione è dolorosa, a volte è impossibile. Tuttavia, esiste, ve lo giuro, la possibilità di avere una vita sessuale piena, eterogenea ed appagante. Io non ho mai sperimentato tanto come negli ultimi due anni, non mi sono mai divertita così tanto. Ho imparato nuovi modi di godere, sono diventata più attenta ai tocchi, ai soffi, agli sguardi. Sono più sensibile al piacere e ho una visione del sesso molto meno stereotipata e più ampia, olistica.
Vorrei quindi concludere con tre consigli, rivolti a tutte coloro che riducono o rinunciano alla propria vita sessuale – e soprattutto a quella affettiva – per problemi simili.
1) Rompete il cazzo/le ovaie ai medici, psicolog*, sessuolog*. E’ vostro diritto essere supportati e curati.
2) La pratica. Niente aiuta quanto un esercizio continuativo e costante, da soli o in compagnia.
3) Non avete nulla di cui vergognarvi. Nulla.

Se ce l’ho fatta io, potete farcela anche voi. Buone vacanze e buoni orgasmi a tutt*!

 

Pubblicato nella Lepidezze Croniche | 3 risposte
Viviana Di Carlo

A proposito di Viviana Di Carlo

Sono una studentessa di biologia abbondantemente fuori corso a causa di una vita piena di cazzeggio tra musica, cinema, letteratura (e tanto internet). Vivo su un'isola sperduta del profondo nord Europa. Combatto la malattia con sarcasmo ed autoironia perché la vita è troppo breve per prendersi sul serio. Il viaggio è più lento ma non meno appagante, anzi. "Da qui, messere, si domina la valle", modestamente.

3 thoughts on “Il piacere conosce ragioni che il corpo non conosce

  1. Emanuele

    Seguo questo blog leggendo in particolare gli interventi di Viviana, persona che ho avuto modo di conoscere virtualmente e devo dire che fate un lavoro pazzesco nel far comprendere a molte persone problematiche e paure che spesso rimangono nascoste.

    Complimenti.

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  2. Eliahu Gal-Or

    Quando ti fai vedere in Israele? Io non sono un biologo ma un esploratore a 360 gradi, e leggendo il tuo articolo sulla Sindrome di Sjogren mi son ricordato dell’effetto, che ho provato, del Katinone, l’alcaloide del Gat, le cui foglie vengono masticate nelle culture Yemenita ed Etiopica (quest’ultima varieta’ e’ molto piu’ potente).
    Ritengo che studiando l’effetto suddetto, simile a quello di Sjogren, si possa almeno trovare una palliazione dei sintomi invertendolo; gli Yemeniti accoppiano il Gat con dolciumi, caffe non torrefatto e Araq.
    Non si sa mai… Se vieni in Israele si puo’ fare qualche esperimento; trovami su LinkedIn.

    +972586272388 @pizzarebbe

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