Il Dono più Bello

Manina

L’immagine di due ali, mi fa subito pensare all’inizio e alla fine di ogni evento ed al filo sottilissimo che unisce il destino terreno di ognuno a quella dimensione  di mistero infinito chiamato Vita.
La vita che sembra finire e farci a pezzi quando una persona cara ci lascia per sempre volando in cieli migliori.
E allora, qual è il dono più bello della vita? Ovvero quella forza a renderci felici oltre ogni dolore? E’ il desiderio.
A volte ne basta uno per far risorgere l’uomo e ridargli la gioia di stare al mondo.
Il mio desiderio è diventare mamma. Dare la vita stessa a una creatura è per me un miracolo ineguagliabile.
Tuttavia, sono una donna single di quasi 40 anni, e penso che il mio orologio biologico stia per tirarmi via questa possibilità.
Una realtà imminente che mi sconforta e mi fa paura.
Pur essendo consapevole che la natura ha i suoi limiti,  come accettare che tali limiti spazzino via il mio gioco d’infanzia preferito?
Si, perché avevo 11 anni quando mi sentivo una brava mammina, tra fornelli, padelle giocattolo e bambole che facevano pipì, imitavo i gesti di mia madre.
Madre è la donna che tra mille faccende trova sempre il tempo per preparare un piatto caldo e poi sedersi con i figli a studiare, cosa che mamma faceva volentieri con me.
Un bel ricordo comune che ci fa sorridere spesso, sebbene da lei, io non mi senta capita sotto molti aspetti.
Lei figlia della così detta “antica generazione”, di genitori che professano tutt’oggi la distanza fisica dai propri figli, influenzando e complicando notevolmente i rapporti affettivi e la comunicazione emotiva tra le parti, poiché vi era obbedienza cieca alle regole genitoriali, imposte con rigidità inappellabile.
Basterebbe guardarsi “negl’occhi”, e nei rari momenti in cui guardo davvero mia madre, il suo sguardo è colmo di quell’amore che i suoi gesti non sanno esprimere. La distanza del suo affetto nelle piccole attenzioni mancate, come un abbraccio, è forse stata la spinta interiore a radicare in me il desiderio di maternità.
Vorrei essere una mamma “diversa”, attenta alle esigenze di mio figlio, anche quelle fisiche, dargli più carezze e più dialogo.

Un figlio frutto del grande amore. Prego intensamente che questa mia aspirazione non resti un’utopia, per me che della maternità ne ho fatto un progetto di crescita, realizzazione e sublimazione dell’amore.
Cos’altro mi resta di bello allora ? Il sentimento che tiene in vita i sogni, la Speranza. La stessa speranza di chi lotta con fervore per vincere malattie fisiche, mentali o psicologiche, Queste ultime spesso dovute all’indifferenza e alla sottocultura della nostra società. A volte la vita è anche questo.
Eppure io esorto voi che leggerete a non mollare le vostre aspirazioni, anche se il quotidiano è costellato di difficoltà o quando gli altri vi voltano le spalle.
“Progettatevi”coltivate un hobby, uno sport, un’arte o solo un pensiero e fate nascere dalle vostre mani ogni idea che vi dia felicità.

Mentre continuo a scrivere mi sembra di vedere il mio bambino, un dolce frugoletto bruno con gli occhi azzurri di mia madre e il sorriso contagioso come il mio, seduto sulle mie ginocchia a leggere questa lettera, scoprendo che era già nei miei pensieri ancor prima di nascere. Lui, l’idea magicamente reale da stringere al mio petto.

“Caro figlio sei quel piccolo uomo che spero di rendere fedele a se stesso sincero e unicamente speciale, trasmettendoti  l’essenza della gioia.
Ti tenderò la mano quando ne avrai bisogno e farò del mio meglio per ascoltarti e consigliarti, ma se mi distraggo e non so capirti, tu perdonami, non sono perfetta. “
“Bimbo mio,ama il tuo prossimo e se ti ferirà dagli l’opportunità di rimediare e sii un buon amico
Sai, voglio donarti determinazione, passione e grinta, quell’energia della quale io vivo ogni attimo, la stessa grinta per affrontare la vita in un mondo che, troppe volte non rende meriti ai giusti.
Crescerai restando premuroso,  “come spero”  mi sorprenderai  con un abbraccio di tanto in tanto e non servirà che sia il mio compleanno,perché tu lasci un bel regalo sotto il cuscino, ma per me il dono più bello sarai sempre tu. Un figlio affettuoso è un fiore coltivato con dedizione, che il vento non farà appassire.”

“ La vita è un dono custodiscilo.
“ La vita è un sogno fanne una realtà.”
Madre Teresa di Calcutta

Con queste parole, Vi auguro Buona Vita in ogni sua forma, poiché la vita è in ogni cosa e in ogni cuore che si emozioni ancora.

Semplicemente Giusi

 

2 thoughts on “Il Dono più Bello

  1. Elisabetta

    Un figlio frutto del grande amore,…
    Una madre nel suo sguardo colmo di quell’amore che i suoi gesti non sanno esprimere…
    Una Donna, quella che trovi fra le parole scritte, di intesa e matura riflessione, quella che nonostante tutto non ha lasciato niente al caso, regalando a tutti parole, che riflettono sulla vita, come ad un figlio, un dono che talvolta non implica la fisicita’, ma cio’ che siamo capaci di infondere negli altri.
    Lontano da ruoli che spesso si confondono talvolta rimanendo anche nell’immaginario collettivo, pensiamo a quanti figli hanno genitori assenti e quanti sono assenti a se stessi, ci sono persone, siamo tutti persone, vogliose di amore,…

    Elisabetta

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  2. Pingback: Elisabetta Saby

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