I disabili dei sentimenti

“La disabilità è la condizione di chi, in seguito a una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale”.

Partendo dalla definizione di Wikipedia, si apre un mondo, che conosco, che apprezzo e che mi ha aiutato a crescere.
Non mi piace la parola. Il “dis” presuppone sempre un qualcosa in meno, mentale o fisico, ma questo è un ragionamento per chi si ferma alla superficie.
Siamo un popolo di superficiali, ci fermiamo alle apparenze, non riusciamo ad andare oltre, anzi abbiamo paura di andare oltre, perché temiamo di essere smentiti. Sappiamo benissimo che vivendo la giornata di una persona disabile potremmo essere sconvolti da un terremoto interiore, da una scoperta continua, sicuramente saremmo travolti da un’enorme ondata di sensibilità, di certo superiore al comune.

Non riusciamo più ad essere sensibili, nemmeno il minimo sindacale, caterpillar dei sentimenti, tiriamo dritti per la nostra strada e chi se ne frega del prossimo.
I disabili ci costringono a fare i conti con noi stessi, a vergognarci per come siamo diventati. Ci alziamo la mattina e diamo tutto per scontato, il sole caldo, la montagna innevata, il mare, sempre gli stessi, ogni giorno.
Mettiamo i piedi fuori dal letto e brontoliamo, ci lamentiamo sin dal primo secondo della giornata, passiamo le ore ad imprecare, ripetendoci continuamente che facciamo una vita da schifo, un lavoro che non ci piace, usciamo fuori dall’ufficio e ci sentiamo insoddisfatti, nulla più ci tange.

Date un abbraccio a una persona disabile, quella che si alza ogni mattina per combattere contro le difficoltà, e vedete un po’ come lo apprezzerà. Apprezzerà la vostra compagnia, le vostre parole, vi farà sentire speciali, sì, proprio voi, che sensibili magari non lo siete da tempo. Vi insegnerà a gestire il tempo, a esaltare ogni singolo minuto, ad amare la natura e il mondo.

Noi “disabili dei sentimenti” siamo un gruppo ben nutrito, lo schieramento più corposo che ci sia, abbiamo una menomazione al cuore e i nostri dottori sono i tanti eroi che combattono col sorriso sulle labbra le loro battaglie quotidiane. Ci possono curare e saranno anche i nostri maestri, ci insegneranno ad amare noi stessi, il prossimo e la vita in generale.

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