Guerrieri

Mi sono chiesta più volte cosa scrivere, cosa dire nell’ultimo post di questo anno. Non ho mai fatto bilanci, guardo solo il percorso fatto per vedere cosa posso migliorare e cosa no. Guardo chi c’è stato e chi, invece, ha preferito andare via. Guardo chi ho lasciato andare e se prima era una perdita, in realtà è stato un guadagno. Se mi guardo intorno vedo ciò che ho seminato, ciò che mi ha arricchito e chi non mi hai mai abbandonato in questa battaglia verso l’integrazione. Ognuno è diverso dall’altro, ognuno ha un pensiero diverso, ognuno vive tutto in modo differente. Proprio per questo siamo speciali. Siamo speciali in quanto esseri umani. E io non smetterò mai di credere nel genere umano. Inutile negare che sia tutto facile, inutile dire che la disabilità non esiste. Esiste, ma bisogna sapere affrontare, lottare e credere che tutto sia possibile. Bisogna provarci, almeno una volta.
Mi guardo intorno e vedo loro, coloro che hanno in comune con me un’abilità.
Loro che la vivono in prima persona o attraverso gli occhi di chi amano. Loro che ogni giorno lottano per l’inclusione, per aggirare e superare gli ostacoli. Loro, persone speciali che ogni giorno apportano un valore aggiunto alla mia anima.

Pablo Pisano

“Avere una disabilità ti costringe a confrontarti, più di qualsiasi altra cosa, con le tue debolezze, le tue paure… Ho sempre avuto un rapporto difficile con essa, ho faticato ad accettarla e quindi ad affrontarla: perché il problema è proprio questo, si affronta una cosa che si ammette e lo si fa con maggiore maturità, ci si informa, si fanno domande, CI SI CONFRONTA con se stessi e con gli altri. Posso dire di aver avuto la mia rivincita prima ancora come uomo, affrontando la sordità: ho un fratello più giovane che era messo peggio e quando ho scelto di operarmi (impianto cocleare), finalmente, sono stato un vero esempio perché dopo la mia è cambiata anche la sua di vita.
Ricordo i problemi che mi facevo per la questione estetica, “se lo faccio, attacco un adesivo con su scritto FuckDeafness così gli altri che fissano capiscono” , ero solito dirmi (una sorta di mantra);  adesso non c’è spazio per la rabbia, c’è solo la voglia di aiutare e di informare gli altri sulle opportunità che oggi una persona sorda ha per la sua integrazione nella società: ho fatto un sito e formato un team splendido (di persone come me) proprio per aiutare chi è in balia non della sordità ma di quelle debolezze che aspettano solo di essere accettate e affrontate.”

Federica Lasandra

“La scoperta della sordità di mia figlia è stata un pugno al cuore! Una dura realtà da accettare….Sono Federica, la mamma di Desyrèe e da questa disabilità e da lei stessa ho imparato davvero tanto! La grande forza, l’amore, l’unione, il lungo lavoro e la tanta pazienza hanno portato a meravigliosi risultati. La disabilità è una grande ricchezza, una sfumatura diversa che in questi tre anni mi ha colorato la vita e so che mi regalerà ancora altre sfumature!”

Silvia Pandini

“Sono nata sorda, sono divenuta bionica e tra i superpoteri acquisiti c’è quello di essere diventata una delle poche logopediste sorde al mondo. Questo è stato possibile combattendo i pregiudizi, e credendo in me.
Chi ha stabilito che un disabile manca di qualcosa? Il corpo si espande su altri fronti, non si ferma alle limitazioni, le sutura e crea nuove abilità. Ora, stiamo cercando di “espandere” le menti di chi ha il limite del pregiudizio nei nostri confronti. È giunto il momento di uscire allo scoperto cari mutanti! “

Jodie Michelle Cutler

“Una settimana fa ho avuto l’occasione di parlare con una coppia di genitori di due bambine,ad una delle quali era appena stata diagnosticata una sordità profonda bilaterale neurosensoriale e il loro mondo è crollato. Per cercare di offrirli sostegno, ho ascoltato. Ho risposto alle loro domande quando mi hanno chiesto di mio figlio il quale 20 anni prima aveva ricevuto la stesso diagnosi. Ad un certo punto, ho chiesto se avevano voglia di parlare con mio figlio. Hanno risposto di si. Ho chiamato Jordan al telefono, e ho passato il cellulare alla Mamma. Di tutte le domande che avrebbe potuto fare, ha chiesto, “Jordan, come ti hanno trattato i tuoi compagni di classe, le persone in generale?” Jordan ha risposto, “Bene. Sai, se le persone sono buone, sono buone con tutti, e se le persone sono cattive, sono cattive con tutti. Non c’entra la sordità, c’entra come la vivi tu, e come la fai vivere alla tua bambina. Non ti preoccupare, andrà tutto bene.”

Mauro Dori

“Ciao a tutti, mi chiamo Mauro, ho 32 anni, sono un ragazzo sordo, portatore di protesi acustiche, figlio di due genitori sordi. Vengo da Varese, fino ai 19 anni, mi sentivo come un pesce fuor d’acqua, né sordo ne udente. Avevo crisi esistenziali, mi vergognavo da una parte e dall’altra non mi sentivo accettato. Dopo i 19 anni, decisi di guardare dentro me stesso, cercare la strada giusta per la mia felicità, ed era quella di accettare la mia sordità, da lì la mia vita cambiò in maniera drastica, diventai più forte e deciso. Attualmente sono un ragazzo bilingue (lingua dei segni italiana e lingua italiana), lavoro presso una ditta che produce display medicali, convivo con la mia ragazza e nel tempo libero pratico lo sport, promuovo eventi di integrazione tra sordi udenti e sono anche docente della LIS.”

Ylenia Settipani

“Mi chiamo Ylenia e vivo nel mondo degli Udenti (come del resto la maggior parte delle persone). 
Sono sordastra, e sono nata e vissuta in un contesto del tutto Udente, nell’educazione, istruzione, lavoro e vita sociale. Non vi nascondo che tutto questo è stato (ed è) davvero difficile, specialmente quando non si è consapevoli di un limite fisico-sensoriale, tutto ció che non sentivo per me era la normalità. Piano piano, crescendo e acquisendo consapevolezza di un “mancanza” sensoriale rispetto ai normodotati e con diverse e ricche esperienze alle spalle ho capito che i Sordi sanno cosa possono e non possono fare nel mondo degli Udenti.  Noi siamo forti e resilienti sempre! Ciò che per gli altri è la nostra debolezza in realtà è la nostra forza.”

Pubblicato nella Il Rumore dei Suoni | Lascia un commento
Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *