Eterologa: si vendono donazioni

Con la proposta presentata dal Ministro Lorenzin di aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), i dubbi non tardano ad arrivare.
Le aspettative erano molte, tante quante le battaglie affrontate dalle varie associazioni, “Luca Coscioni” in testa, battutesi per i diritti del malato.
Tra i vari punti affrontati quelli che colpiscono maggiormente sono due. Il primo riguarda l’elenco delle malattie rare, con l’inserimento di ben 110 nuove patologie che fino ad oggi non potevano ancora usufruire dell’esenzione ticket, sottoponendo i malati ad un ulteriore stress psicologico ed economico, ed il secondo, la tanto desiderata fecondazione eterologa.


Ebbene sì, conviene ripeterlo, le terapie per la procreazione medicalmente assistita omologa ed eterologa, entrano a far parte dei nuovi LEA.
L’inseminazione eterologa – a differenza dell’omologa, dove il seme e l’ovulo utilizzati nella fecondazione assistita appartengono alla coppia di genitori del nascituro – è una tecnica di fecondazione scelta dalle coppie in cui almeno uno dei due partner risulti infertile.
Questo processo prevede la procreazione di un figlio con gameti ( spermatozoi e cellule uovo) di donatori, che possono riguardare l’uomo, la donna o entrambi.
Una possibilità resa però illegale nel 2004. I reali motivi di questa opportunità non riconosciuta, non sono chiari. Facendo un balzo indietro nel tempo non si può pensare che la causa sia stata la presenza del Vaticano in Italia. Non dimentichiamo infatti che la Legge del 22 maggio 1978, n. 194 permette l’interruzione volontaria della gravidanza, entro i primi novanta giorni, ed è surreale illudersi che tutti gli aborti si pratichino secondo i casi previsti dalla legge.
Resta il fatto che la legge 40 del 2004, articolo 4 comma 3, vietava l’applicazione di tecniche con gameti di terzo donatore, e quindi, sostanzialmente, negava la possibilità a migliaia di coppie sterili di avere dei figli, costringendole alla pratica del cosiddetto “turismo riproduttivo”. Dovevano, infatti, recarsi in cliniche estere e affrontare ingenti spese per realizzare il sogno di diventare genitori.
L’Italia non è nuova nel dare vita a leggi che non rispettano i principi costituzionali. La legge 40 ne è proprio un esempio, solo questa violava ben cinque articoli della nostra Costituzione, e due della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Il 9 aprile del 2014 arriva la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara “l’illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita”.
E’ innegabile il fatto che ci sia un nuovo tassello a risolvere l’arretratezza italiana, ma è sufficiente?
In realtà sembra proprio di no, la nasconde soltanto. L’ Italia e la scarsa attenzione ai dettagli camminano mano nella mano. Si “concedono” libertà senza educarci ad usufruirne, e con una totale impreparazione, delle nostre Istituzioni, alla loro gestione.
Non stranisce, infatti, che pochi sapessero dell’esistenza di questa tecnica, almeno fino a quando la Corte Costituzionale non ha deciso di renderla legittima, e anche dopo questa scelta, nessuno ha mai spiegato cosa realmente significasse nelle sue specifiche implicazioni. Nessuno si è davvero reso conto dell’immensa conquista, tranne i diretti interessati.
Ma i diretti interessati non bastano e. non essendoci stata sensibilizzazione, non abbiamo “donatori”.
Siamo diventati la base di approdo di multinazionali che commercializzano gameti femminili e maschili.
Abbiamo la necessità di dover promettere denaro in cambio di ovuli e spermatozoi, incentivando non più la donazione ma la vendita.
L’idea di donazione solidale è stata manifestata, ma non sviluppata per farla diventare una realtà. Si è dispersa nel nulla e sembra essere diventata impossibile. 

Non meravigliamoci quindi se l’Italia si trasformerà in uno dei maggiori acquirenti di vita umana, perchè, come al solito, ci concedono un’ unica possibilità.

 

SENTENZA ETEROLOGA 162-2014

Pubblicato nella Elly&Valy | Lascia un commento
Valeria Pace

A proposito di Valeria Pace

Sono una giovane malata rara, la mia vita è un costante disequilibrio tra me e l'altra.A volte scelgo di cadere per provare l'ebbrezza del rialzarsi e raccontare cosa ho visto.Faccio scorta di pensieri, sembra non bastino mai. Spinta dal bisogno di trovare un modo per vincere la paura di una malattia degenerativa e rara, di cui ancora poco si sa e di cui pochi sanno, ho deciso di creare un associazione, "Gli Equilibristi -HIBM- onlus". Una rete di pazienti affetti da miopatia ereditaria a corpi inclusi, al fine di garantire loro un aggiornamento diretto sulla patologia. Un mezzo di comunicazione in grado di permettere un incontro, seppur virtuale, atto a un vicendevole sostegno psicologico e a un confronto attivo.

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