Diverso da chi?

Utilizzo una frase/domanda che forse negli ultimi anni è diventata abbastanza inflazionata per innumerevoli temi ma che di fondo riassume quella che è l’esperienza che sto vivendo in questi ultimi due anni, ovvero l’amicizia con Gloria, un rapporto speciale. E’ difficile per una come me fidarmi di qualcuno dopo i 30 anni, ho sempre creduto nell’amicizia, custodito con gelosia i mie veri amici e credevo che passata una certa età difficilmente mi sarei legata con così tanto amore a qualcuno.

Uso Instagram da parecchi anni e grazie a questo social oltre a condividere una delle mie più grandi passioni ovvero la fotografia ho avuto la fortuna di incontrare persone veramente speciali, una di queste è Gloria. Lei è stata una delle prime che ho iniziato a seguire, inizialmente non avevamo molte interazioni faceva solo parte di un gruppo di persone di cui osservavo la vita virtuale e non sapevo granché di lei. Vedevo una bella ragazza sempre sorridente, che non mostrava molto di se ma che comunque riusciva ad incuriosirmi, fin quando un giorno decise di postare una foto delle sue protesi e un bellissimo e smagliante sorriso che non poteva passare inosservato. Nella didascalia relativa alla foto raccontava della sua disabilità e già da quelle poche parole si captava una grande forza di volontà e di gioia di vivere.

Mi ricordo che commentai la sua foto con parole di entusiasmo per la sua “rivelazione” e che il fatto di saperla così non faceva altro che portarmi ad avere ancora più curiosità nel volerla conoscere. Da allora abbiamo iniziato ad interagire di più ed anche a scriverci in privato, fino a quando non abbiamo avuto la fortuna di incontrarci davvero. Quel giorno rimarrà per sempre impresso nella mia mente: sono passati quasi due anni (anche se mi sembra di conoscerla da una vita!) passammo una piacevole giornata in compagnia anche di altri ragazzi e non ci fu modo di approfondire la nostra conoscenza in quell’occasione ma decidemmo di scambiarci il numero di telefono e potemmo quindi sentirci con più frequenza.

Un giorno mi scrisse che voleva venire a passare dei giorni in città da me: accolsi la notizia con molto entusiasmo. Nonostante fossimo delle perfette sconosciute la sintonia provata ce ne fece dimenticare. L’intesa fu immediata, ci capivamo perfettamente e i sorrisi, le frivolezze e tutto il resto erano per noi la normalità…si, la normalità che due amiche vivono, dove la disabilità non solo non pesa ma non è per nulla presente. Quando siamo insieme e anche quando non lo siamo essa è una presenza che non influisce assolutamente sul normale svolgimento di azioni o discorsi. Da quei giorni passati insieme abbiamo iniziato a nutrire la nostra profonda amicizia. Non è passato un solo giorno senza che l’una cercasse l’altra anche con un semplice messaggio del buongiorno, non sono mancati i momenti bui ma non ci siamo mai nemmeno fatte mancare quelli allegri. Ci siamo spalleggiate, supportate e incoraggiate a vicenda sempre.

Le volte in cui riusciamo a vederci è sempre una gioia, sono giornate di serenità, di leggerezza dove non esistono mostri, paranoie e difficoltà. Ho fatto anche delle gaffe. Ricordo che in uno dei nostri primi incontri le dissi : “ora che sali sull’autobus, ascolterai un pò di musica in cuffia e ti rilasserai?” e lei con uno dei suoi meravigliosi sorrisi mi disse “Amica io non posso mettere le cuffie: ho le protesi, ma riesco a sentire la musica grazie al bluetooth che le  collega al  telefono”. Credo che non dimenticherò mai quel momento che per me, per una serie di motivi, fu di profondo imbarazzo, come la mia profonda ignoranza in merito a certe cose che per me erano banali e scontate mentre per altri no, ma soprattutto l’eleganza con cui lei mi rispose, la comprensione che ebbe nei confronti della mia disinformazione in merito a quello che poi mi disse.

Da allora iniziai sempre a leggere il blog, ad imparare dai suoi racconti e da quelli delle altre ragazze come affrontavano le difficoltà della quotidianità. Ho letto di storie di coraggio, di come sono stati superati momenti bui e di sconforto, ho letto anche di gioie e di soddisfazioni, ho imparato che non ci si deve mai fermare davanti agli ostacoli anche se impervi ed insormontabili, di cercare di essere positiva, di guardare meglio dentro di me, di mettere in luce le mie capacità e soprattutto ho imparato a cercare di sorridere di più perchè come Gloria mi disse la prima volta che ci salutammo mentre lei prendeva il bus per casa : “Amica promettimi che sorriderai di più perchè  sei molto più bella quando lo fai “.

Sono cose che non dimenticherò facilmente, so che ancora ho molto da conoscere, ringrazio tutte le ragazze che condividono pubblicamente le loro storie, il vostro apporto è fondamentale per riflettere ma soprattutto credo che conoscere punti di vista diversi sia il punto di inizio per molti, per migliorarsi o per magari sollevarsi da un momento nero in cui la luce della rinascita sembra lontana.

Grazie Gloria 

Ti voglio bene 

Franesca

 

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