Deafs in Wonderland

Che dire…tanto o forse poco. E’ passato solo un mese e sto scoprendo nuove cose…cose nuove soprattutto di me stessa. E non avrei mai detto che mi sarei trovata qui, in questo momento, in questo luogo, in questo ruolo a scrivere della contrapposizione tra due mondi.

Si, due mondi. Il mondo udente in cui ho sempre vissuto, in cui sono cresciuta, in cui mi sono sempre sentita avvolta e accolta nonostante le intemperie della vita.

Da poco ho iniziato a frequentare il mondo dei non udenti, il mondo delle persone speciali “come me”. Un mondo normalissimo, un mondo comune, fatto di cose semplici e tante risate. Però, per la prima volta, si è scatenata una nuova “me”. Una me che non deve cercare di spiegare il mal di testa dovuto alla concentrazione per aver “ascoltato” troppo, che se vuole può uscire con una protesi sola perché oggi mi gira così e sono stanca di ascoltare.
Si, sono dipendente dai suoni e senza non uscirei mai, però ho scoperto una nuova leggerezza che mi mancava, come se mi adagiassi in una nuvola e mi sentissi comunque protetta. Una protezione che il mondo udente non mi da, anzi, devi star sempre li a spiegare e non sempre è facile comunicare perché immedesimarsi negli altri è davvero difficile.

La cosa che mi intriga e mi incuriosisce sempre di più è che ognuno di noi ha un background differente, un background fatto di eventi felici e dolorosi, di percorsi intrapresi verso l’accettazione che differiscono, di modalità di ascolto, parlato e interpretato talmente differenti che quando si uniscono, innescano una reazione a dir poco fantastica. Io, forse, ho la tendenza ad esaltare le cose belle e ad analizzare le cose negative per migliorare. Le cose negative ci sono ovunque, in qualsiasi mondo, in qualsiasi rapporto ma sono talmente piccole che cambiarle, significa cambiare il modo di essere di una persona. E le persone sono belle così come sono, anche con i “difetti”.

Da quando vivo anche questo mondo, in me scatta la curiosità di una bambina che sta scartando un nuovo “regalo”, la curiosità di sapere e confrontarsi ed imparare. Si, imparare. L’ho sempre messa tra gli obiettivi da raggiungere in questo straordinario percorso personale e, adesso, sembra essere l’occasione giusta per imparare la LIS.

Ammetto, certe volte, di sentirmi estraniata anche da questo mondo perché non riesco a coordinarmi mentre segnano e sono talmente veloci che non ho il tempo di razionalizzare.

Però tutto ciò mi affascina, vedere queste mani che si muovono verso l’alto, che assumono sembianze diverse accompagnate da espressioni visive che definiscono l’umore mi spinge a voler approfondire. Imparare per comunicare. Questa cosa mi piace, è un po’ il mio motto. Tutto ciò che ho imparato l’ho fatto per me stessa ma anche per vivere nella società. Imparare dai suoni per vivere. Ho imparato ad ascoltare perché ho capito che ascoltando, riesci a comporre delle melodie di suoni, ti confronti, realizzi e associ un suono ad una parola. Ho imparato ad ascoltare perché attraverso esso, sviluppi una sensibilità che ahimè nessun udente ha e spesso trascura.

Ho imparato ad ascoltare e attraverso il movimento labiale, il linguaggio del corpo a cercare di entrare nei meandri più profondi dell’essere umano. Una cosa di cui sono sicura è che nel fantastico mondo dei sordi, impari ad ascoltare ciò che non traspare, ciò che non viene detto. Sviluppi la potenzialità di ascoltare l’anima di un essere umano. E, a mio avviso, non c’è nulla di più grandioso. Cogli delle sfumature nel comportamento, nei gesti, negli sguardi che un udente medio non riesce a cogliere. E io sono orgogliosa di avere acquisito questa “sensibilità” attraverso la sordità.

Quello che vorrei far capire a chi ci vede dall’esterno è che il nostro non è un mondo silenzioso e triste. Anzi, è un mondo fatto di colori, sorrisi, segni, parole, musica, scherzi e sinfonie di suoni che ci accompagnano sempre. Il buio e la tristezza la lasciamo a chi non ha voglia di combattere e di vivere in questo mondo enigmatico e sorprendente. Mi piace pensare ad un Deafs in Wonderland, un mondo che devo ancora conoscere e scoprire a fondo che non mi dispiace affatto in cui vorrei accompagnare per mano ogni singolo udente e provare a fargli capire cosa davvero proviamo. Le barriere ci sono ma noi non ci arrendiamo.

Soltanto chi si da per vinto è perduto e noi, sicuramente, arriveremo lontano per riconoscere i nostri diritti.

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Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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