Daniela

Daniela.

Tutti dovremmo avere un’amica come Daniela.

Daniela è quell’amica che ti sgrida se sbagli ma ti difende a spada tratta davanti tutti. E’ quell’amica che ti prende per mano e in silenzio ti dice “affrontiamo il problema”. Daniela è quell’amica che in un giorno invernale, in una terra che ci ha regalato tanti dolori e tante gioie, in una Piazza Cairoli qualunque, mi disse “parliamone, voglio sapere tutto sulla sordità”.

E fu così che finalmente, per la prima volta, qualcuno voleva davvero capire a fondo il mio “punto di vista”.

Fu strano, nessuno prima di allora aveva mai voluto approfondire cosa significasse sentire meno di altri, avere percezioni diverse, fare delle cose che magari per gli udenti non sono la normalità.
Daniela, con il suo essere paziente e non incisivo, piano piano ha contribuito ad aprire la porta verso l’accettazione.

Ha iniziato con le sue (non) domande a farmi riflettere. E io, dopo aver parlato con lei, iniziai a pensare davvero, con convinzione, che la sordità non era la nemica che avevo sempre pensato fosse.

Lei mi ha fatto sentire per la prima volta “un’amica che non sente ma che ascolta per davvero”.  Mi ha regalato la gioia di sentirsi una persona normale. E quando sei adolescente, spesso, non è facile sentirsi persone normali, basta un attimo per sentirsi fuori dalla routine della vita. 

Normale nella mia diversità, e forse proprio questa mi ha reso quella che sono oggi. Quella che sono grazie ad amiche come Daniela che in un altro giorno di pioggia, si perché i nostri discorsi più profondi sono sempre nati in giornate di pioggia in una Sicilia sempre sorridente, ha messo su un’idea che mi avrebbe “incastrato”. Si, accettai subito senza pensarci due volte. Ci pensai dopo alle conseguenze di quel video. E mai come oggi, sono sempre più convinta che quello sia stato il SI più bello della mia vita. Quel video, quel progetto fecero uscire tutto ciò che per anni avevo tenuto nascosto dentro di me. E lei, prima di farmi questo “regalo”, meritava di sapere tutto. Le sfumature più profonde del mio essere legate alla sordità.

Sono stata sincera, ho tirato fuori tutti i pensieri anche i più imbarazzanti, tutte le seghe mentali che mi facevo a causa della disabilità. Quello che è venuto dopo, per me rappresenta il CAPOLAVORO. Il coraggio di essere se stessi, la libertà di non vergognarsi dell’essere diversi, la libertà di dire “scusami non ti sento, potresti ripetere?”.

Questo “capolavoro” ha consentito a me stessa di affrontare il “nemico” e la gente che non immaginava nemmeno lontanamente quello che io fossi e le difficoltà affrontate fino a quel momento.

Il giorno in cui decisi di diffonderlo, nacqui per la seconda volta.

Daniela mi ha insegnato che il coraggio di osare e sfidare i propri limiti è il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi. Daniela mi ha aperto la mente, mi ha regalato il dono dell’amicizia pura, vera e che nonostante la distanza, gli eventi è sempre al mio fianco. Daniela è una delle poche che quando dissi “vado in Inghilterra ad imparare l’inglese” mi disse “ce la farai”. Non mi ha mai detto “e con le protesi come fai?”. Ecco, qui si vede la differenza. Nelle piccole cose, nella lotta contro gli stereotipi e i pregiudizi.

Daniela mi ha fatto scoprire la musica. Quei rumori assordanti, quelle note messe insieme, quelle parole confuse hanno ben presto fatto parte della mia vita. Quei rumori sono diventati melodie, faccio fatica a distinguere e riconoscere strumenti e canzoni ma adesso senza di essa, non potrei mai immaginare la mia vita. Se non capisco, la percepisco attraverso le vibrazioni e il mio corpo. La musica in sé come colonna sonora della vita di ognuno di noi.

Oggi, le mie Daniela sono diverse: Stefano, Francesca, Alessio, Mauro, Edoardo, Valentina, Luca, Andrea, Giulia. Loro mi hanno accompagnato in questo meraviglioso percorso che non finirà mai. Ogni giorno è una scoperta, ogni giorno è una lotta.

Oggi lo dico. Senza vergogna, senza remore, senza pudore. Sono sorda ma comunico lo stesso.

Quando mi ritrovo con loro è come se il tempo non fosse mai passato, siamo solo più forti e non c’è bisogno di comunicare parlando, a volte ci si accontenta di un brindisi “a facci soi”.

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Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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