Combattere l’ignoranza

-Ma tu sei sorda?
-SI.
-Se mi hai risposto, non puoi esserlo.

Ogni volta che la incontro, penso a questo dialogo, alle risposte che mi sono state date, alla voglia di tirarle una scarpa in pieno viso. Questa è stata la mia tentazione nell’ascoltare quelle parole. Con il passare dei giorni, mi sono posta delle domande e ho provato a darmi infinite risposte. Mi sono chiesta come mi vedevano gli altri, cosa pensavano  e ho provato ad interpretare lo stupore delle persone buone quando dico che sono sorda. Io, negli anni, ho imparato a chiamare la mia disabilità “il fantasma”. Si. Perché c’è ma non si vede. I miei capelli lunghi, spesso sulle spalle, nascondono tutto. E quelle poche volte che li lego, raramente qualcuno si accorge che porto le protesi acustiche. Eppure ci sono, hanno il guscio blu come il colore che ho sempre amato fin da bambina. Per tanti anni, mi sono nascosta dietro i miei capelli fingendo che tutto andava bene. Finché mi sono accorta che stavo vivendo solo a metà. E ho deciso di reagire, di prendere in mano la mia vita e far si che fosse degna di essere vissuta. Ho iniziato a dire quando non sentivo, quando dovevano parlare più forte, quando dovevano parlare lentamente; sono uscita dal mio silenzio interiore. Quel silenzio che prima era solo mio e poi ho deciso di gridare al mondo.

Tutti si stupiscono quando faccio vedere le mie protesi, compagne di vita, perché l’unica sordità che conoscono è quella affiancata al sordomutismo. Quindi, per la gente, se sei sorda non dovresti saper parlare bene né sentire quello che ti dicono. Quando mi sento dire così, vorrei gridare che in realtà dietro ci sono anni di sofferenze, di sforzi, di giornate intere passate davanti allo specchio cercando di posizionare la lingua nel verso giusto attraverso un cucchiaino che spesso mi faceva salire la nausea, giornate intere a guardare davanti allo specchio il movimento della mia bocca per vedere se era corretto, a fare gli esercizi che la logopedista mi assegnava. Passavo giornate davanti allo specchio, e non per vanità, ma per cercare di essere quella che sono. Guardare ogni giorno il mio riflesso mi ha messo di fronte al “fantasma”. Non si vedeva ma attraverso la mia bocca, il mio linguaggio, sapevo che c’era. Ho imparato ad ascoltare il suono della mia voce, il suono dei piccoli oggetti, i rumori che prima sentivo solo piano. Ci sono tanti tipi di sordità e questo ogni tanto vorrei spiegarlo alla gente, ci sono sordità gravi, meno gravi e lievi. Ci sono difficoltà che possono essere superate se hai la fortuna di incontrare un bravo protesista e il sostegno della famiglia. Tutto è possibile, se lo vogliamo davvero. Nella vita con disabilità e nella vita senza disabilità.

Da quando sono uscita “allo scoperto”, provo a sconfiggere l’ignoranza. A parlare, a far capire alla gente la diversità di ognuno di noi senza classificare la disabilità. La disabilità non è classificabile, la disabilità è Abilità. L’ignoranza che vedo è qualcosa che riuscirà sempre a farmi male, non riesco a farla rimbalzare. Ho sempre visto la mia sordità come un nemico, un nemico da annientare, da vincere a qualunque costo. Mi sono ostinata ad essere quella che non sono fino ad accettare il fatto che non avrei mai potuto sconfiggere il nemico ma avrei potuto amarlo, scoprirlo, farne un punto di forza. Dal nemico è nata un’ amicizia, un’ amica che mi ascolta e mi dice quando devo fermarmi e non esagerare. Se la sordità è diventata un’amica, l’ignoranza è diventata il mio più grande nemico. Un nemico che non riesco ad accettare, che provo a sconfiggere ogni giorno con scarsi risultati. L’ignoranza ti offenderà sempre, anche involontariamente, sta a noi cercare di superarla. Chi ignora ciò che non conosce è bravo ad offenderti, solo una parola può essere fatale. Le etichette, spesso date alla disabilità, fanno si che la gente si allontani senza sapere, senza conoscere, affidandosi alle voci di “popolo”.
Ora, sono consapevole che l’ignoranza è la vera disabilità.

Gloria Zullo

Pubblicato nella Il Rumore dei Suoni | 5 risposte
Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

5 thoughts on “Combattere l’ignoranza

    • Marco

      Certamente l’ignoranza è una forma di dis-abilità nel senso che ti priva dell’abilità nell’affrontare qualcosa. Provare odio verso qualcosa ci può privare della capacità di comprenderla, se qualcosa ci ferisce, vuol dire che noi diamo a questo qualcosa il potere di avere quell’effetto su di noi. Le armi sono le stesse, così come hai sconfitto l’odio verso la tua stessa condizione di “diversa” ovvero attraverso l’accettazione, così puoi sconfiggere l’odio verso quelle persone che come tutti, hanno difficoltà nel fare qualcosa, loro hanno difficoltà a comprendere la diversità, non per questo andrebbero odiati. Comunque comprendo le tue difficoltà e quelle di tutte le persone diverse. Grazie per la condivisione.

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      • GloriaGloria

        L’odio è un sentimento che non mi appartiene, l’ignoranza è solo un nemico che forse non si abbatterà mai ma arrendersi non è la mia visione di vita. Combattere sempre.
        Grazie a te per aver speso una parte del tuo tempo a leggere.

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  1. Francesca

    Grazie! Solo combattendo l’ignoranza potremo avere una vera inclusione delle persone con disabilita’, un mondo migliorr e combattere gli stigmatismi stupidi ed inutili

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