Cercasi giovani volontari liberamente ispirati.

Più volte mi sono cimentata nello scrivere sull’argomento, soffermandomi sull’importanza di offrire una parte del proprio tempo a persone che vivono situazioni di particolare disagio, di qualsiasi esigenza possa trattarsi.

I media ci presentano una lunga carrellata di sciagure condita dal pietismo di molti e dall’indifferenza di altri che alzano le spalle in segno di resa, spaventati da ciò che è ben diverso, inusuale dalla confortante serenità della propria casa.

E’ pur vero, che le criticità  attuali abbondano a tal punto che c’è l’imbarazzo della scelta su dove intervenire. Incontriamo povertà, affollamento nei centri d’accoglienza immigrati, orfani, anziani e molto altro. Tante storie, pezzi d’universo in  movimento, vite meritevoli d’aiuto.  Siamo in troppi a voltarci dall’altra parte, ad abituarci al brutto così quando un tizio soccorre i suoi simili fa notizia e diventa un eroe ammirato da tutti e preda del sensazionalismo giornalistico. Ma questa è l’introduzione del discorso ampio che tengo a condividere con chi leggerà.

Premesso che le buone azioni sono bene accette, ho voglia di invitarvi a fare una passeggiata in città con la mia amica Linda, osserveremo così dal finestrino dell’auto le piccole storie quotidiane, situazioni che un automobilista frettoloso non può notare.

Vedo un uomo portare le buste della spesa alla signora anziana, pur rischiando la multa per aver parcheggiato in doppia fila ed anche un giovanotto soccorrere un cagnolino tardando a lavoro per poi subirsi le lamentele del capo ufficio e sentirsi comunque soddisfatto dell’azione che l’ha intrattenuto.

Gesti semplici, volti all’umana attenzione di persone liberamente ispirate a fare del bene.

Da questo concetto nasce il titolo del mio articolo, ma non posso però non chiedere cos’è il volontariato per voi?

Una ragazza sta fumando alla fermata dell’autobus, mentre continuo la mia passeggiata, abbasso il vetro e le domando.

“Ciao, cos’è per te il volontariato,una buona azione o dedizione al prossimo? Hai mai avuto un’esperienza diretta in merito?”

“Si, ho servito alla mensa dei poveri, meglio compiere una buona azione che fare la disoccupata pigra, poi ho trovato lavoro ed ho smesso.”

La risposta non mi piace e me ne vado delusa, non è questo lo spirito giusto. Prendo ancora appunti per l’articolo che scriverò ma tante risposte sono simili, senza entusiasmo e mi rendo conto con amarezza che molta gente fa volontariato per riempire le ore sterili o per dar sollievo ai propri vuoti esistenziali e non per donare un sorriso a chi ne ha bisogno.

Allora mi rifugio nelle mie esperienze migliori, io non ho mai fatto la volontaria, almeno non fisicamente, vivo l’azione concreta del volontariato attraverso la mia condizione di disabilità motoria.

Partecipo agli eventi dell’associazione ACCIR  Nucleo assistenza, che opera a Messina.

Con loro vado alle gite, al teatro, al cinema, in parrocchia, d’estate anche al mare ed in qualunque altro luogo, anche suggerito da noi, viaggiamo su mezzi attrezzati, pulmini che paradossalmente “le  istituzioni non ci garantiscono.” Siamo un gruppo di 50 e più persone, ragazzi e adulti di tutte le età e con vari gradi di disabilità, anche gravissime. L’impegno di queste persone amiche ci consente una vita sociale altrimenti difficile e ancor più limitata.

I volontari collaborano instancabilmente, spesso alle tre del mattino sono ancora alla guida per riaccompagnarci a casa, che si tratti di giovani o meno giovani. Ed eccomi qui allora con la volontà di aiutare l’ACCIR che vive un periodo difficile. I giovani volontari al momento scarseggiano per problemi personali, per nuove scelte di vita o per l’inadeguatezza che ho descritto negli esempi e di questo passo resteranno i veterani, che io chiamo i miei vecchietti. Ribadisco, siate liberamente ispirati, abbiamo bisogno di braccia forti, ma soprattutto di anime nobili,che possano avvicendarsi nelle attività ed eventualmente sostituire i volontari che ci lasceranno per anzianità.  P.S. Spingete il cuore più avanti dai vostri passi, oppure restate a casa.

Vi lascio con la citazione di un’autrice poco conosciuta.

“Sentivo il bisogno di scrivere e mi alzai nonostante la febbre, rapita dai pensieri di quel personaggio che mi chiedeva disperatamente di esprimersi, ero liberamente e magicamente ispirata.Non c’è febbre che tenga se la passione brucia dentro.”

Spero vivamente rispondiate numerosi al mio appello e che la nostra associazione possa continuare ad aiutarci ad essere uomini e donne sempre più autonomi, anche se disabili.

Per informazioni contattatemi al 339 7410247, il mio nome per chi non lo sapesse è Giusi. Sarò felice di mettervi in contatto con l’associazione ACCIR di Messina.

Pubblicato nella Mondi Rari | Lascia un commento
Giusi

A proposito di Giusi

Sono una donna single di trentanove anni, ma in me vive ancora lo spirito gioviale di una bambina curiosa. Non mi ritengo infantile ne poco realista, perchè il dolore lo conosco da sempre, ma oggi lo vivo in modo consapevole come fosse un amico. Può rivelarsi estenuante affrontare una dipendenza fisica dalle altre persone, perchè c'è sempre qualcuno a limitare la voglia di agire e di essere. Forte di quell'esperienza scioccante che mi ha spezzato l'anima un milione di volte, a quella bimba ho insegnato ad asciugarsi le lacrime e diventar donna. Osservo, scovo e domando, sono una piccola ficcanaso dalle buone intenzioni. Mi definisco una raccontastorie, vivo di emozioni a fior di pelle. Un concentrato di pregi, difetti e qualche volta estremi. La bellezza che cerco è dentro me, poichè ciò che resta intorno è un goffo tentativo di vivere, come una funambola a un passo dal cadere nel vuoto. Io voglio aiutare con la mia presenza di spirito, con un ascolto costante e con parole misurate, mai invadenti, perchè anche il cuore più duro si scioglie davanti a un amore discreto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *