Cara amica mia.

Tiepido è il mattino, vorrei che un’emozione mi cogliesse di sorpresa. Fosse anche triste, gioiosa, trepidante o speranzosa, purchè mi tocchi dentro.

E pensare che son qui! Son viva, ma non so più ascoltarmi e ciò mi fa’ il cuore amaro. Io che di emozioni ne coglievo ovunque, pure in un riflesso, nel folgore istantaneo dell’alba.

Tutto imprimeva nell’intimo mio impronte indelebili di bellezza, smania d’essenza, bramar di vita.

E adesso? L’entusiasmo si tinge di un grigio malinconico ed io non parlo ai miei sentimenti, non li interrogo più, sento solo i vuoti dell’anima e il respiro affannoso del mio vivere incompiuto, ma non subirò il rimprovero dei miei rimpianti.

Cara amica, desideravo confidarmi come ai vecchi tempi, lasciarti i miei pensieri nero su bianco, poi cancellare, strofinare via gli errori e promettermi invano di non ripeterli.

Mi mancava il contatto con il foglio stropicciato per la rabbia, quel foglio poi accartocciato, stretto a me, come fosse il perdono di un abbraccio, il sospiro di quell’approvazione che le mie fragilità aspettano ancora.

Cara penna, scusami per tutti i tappi rosicchiati, o per quando ti accusavo di suggerirmi parole sbagliate. Ero una ragazzina impertinente e piena di contraddizioni, una ribelle cresciuta dalla tua fantasia e creatività.

Oggi sono una donna alla quale solo tu regali fiducia e occasioni di coraggio.

Ricordi i giorni e le notti a raccontarci storie incredibili? C’erano draghi da sconfiggere, principi e principesse, folletti ubriachi, ma a volte anche saggi. E ancora, un crescendo di donne eroine, madri coraggiose e grandi amori strappalacrime, sogni cartacei in cerca di gloria.

Vite che credevo fossero più interessanti della mia. Provavo soddisfazione nel dare un lieto fine a quegli amori complicati nel risolvere i destini avversi, anche se nella finzione di un manoscritto. Magari fosse così facile cambiare al meglio le nostre vite.

Creando ero felice, ma forse inconsapevole di esserlo. Si, vivevo del tuo stupore, poi un giorno terribile, ho smarrito le mie linee giuda.

I miei cari nonni, son volati in cielo come stelle, portandosi via la mia luce, così anche l’amore ha sbiadito i colori, ed io li cerco, mentre i sogni hanno perso la rotta e tu amica mia continui a starmi accanto, oggi come ieri ascolti le mie peripezie. E’ un confronto silenzioso capace di leggermi nel profondo in modo imparziale e senza giudicarmi.

Io, in passato ti ho definita una bugiarda, intenta a rinnegare la voce del dolore, un dolore per il quale ancora mi risollevi. Tu, prolungamento della mia anima, sei me nascosta tra le righe.

Sto sorridendo, penso alle tue stravaganze, ai tuoi cambi di stile e di forme sfoggiate negli anni. Vedo piume d’oca sul cappello e un calamaio a far da tacco, poi una sfera cicciottella ed una stilografica elegante e bella.

Ed ecco venir fuori cancellina biricchina, correvi sulle righe e sparivi senza lasciare traccia. Poi ti vesti da bic, la più colorata, ed infine torni sobria al modello biro, la mise classica più usata.

Beh, qualunque sia il tuo abito, tu resterai una donna affascinante, unica e ineguagliabile. Ti ammiro scorrermi tra le dita e voglio uscire dall’ombra per offrirti i miei colori ritrovati e nuove sfumature di pensiero, tu in cambio regalami altre leggende e avventure strepitose da condividere. Ti saluto, ho l’ultima goccia d’inchiostro, ci disegno una stella e m’illumino d’immenso.

 

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Giusi

A proposito di Giusi

Sono una donna single di trentanove anni, ma in me vive ancora lo spirito gioviale di una bambina curiosa. Non mi ritengo infantile ne poco realista, perchè il dolore lo conosco da sempre, ma oggi lo vivo in modo consapevole come fosse un amico. Può rivelarsi estenuante affrontare una dipendenza fisica dalle altre persone, perchè c'è sempre qualcuno a limitare la voglia di agire e di essere. Forte di quell'esperienza scioccante che mi ha spezzato l'anima un milione di volte, a quella bimba ho insegnato ad asciugarsi le lacrime e diventar donna. Osservo, scovo e domando, sono una piccola ficcanaso dalle buone intenzioni. Mi definisco una raccontastorie, vivo di emozioni a fior di pelle. Un concentrato di pregi, difetti e qualche volta estremi. La bellezza che cerco è dentro me, poichè ciò che resta intorno è un goffo tentativo di vivere, come una funambola a un passo dal cadere nel vuoto. Io voglio aiutare con la mia presenza di spirito, con un ascolto costante e con parole misurate, mai invadenti, perchè anche il cuore più duro si scioglie davanti a un amore discreto.

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