Avere sete di vita

Alcune persone, attraverso il blog, hanno scoperto la mia sordità. E si sono detti: “Io ci ho parlato e mi rispondeva, come può essere sorda?”. 

Il problema è proprio questo. SIAMO SORDI, NON MUTI.  La cultura del sordo manca tra la gente, il problema non è l’approvazione della LIS, il problema sono i diritti dei sordi. TUTTI I SORDI, dall’oralista al non. 
La mia opinione sulla LIS è chiara a tutti e questo ultimo passo fatto avanti dal Senato mi spaventa – siamo sicuri che sia davvero in avanti? -. Si, ho paura che questo tenderà a far sì che si emarginino ancora di più coloro che credono nella LIS come unica lingua da utilizzare nella comunicazione. 
Ma torniamo a noi. Un giorno qualcuno mi disse : “Qual è la tua strategia nella vita?”. Non sono stata in grado di rispondere nell’immediato, ma ho ricevuto l’input per riflettere.

Ognuno di noi ha una strategia anche se non ci riflette, ognuno di noi ha un ruolo e un talento, difficile da tirare fuori; spesso i talenti, senza qualcuno che li guida, non riescono ad esprimere il meglio di se stessi.

Ecco, io attraverso la sordità ho scoperto il mio talento, – ammesso e concesso che sia un talento – ossia la capacità di cogliere le sfumature, attraverso le parole degli altri. Diamo per scontate le parole, l’intensità delle parole, il volume delle parole. Diamo per scontata la voce degli altri, la recepiamo come un suono qualunque senza soffermarci sulle diversità.

Si, parole e non voce. Sono due cose differenti. Le parole sono il mezzo per esprimere il concetto che stai codificando nella tua mente, la voce invece è la tonalità che usi per esprimere il concetto. Vi siete mai soffermati nell’ascoltarvi?

Io, diverse volte e in diversi momenti, ho scoperto che la mia voce quando sono nervosa non mi piace affatto. È aspra, cattiva e la tensione non mi fa esprimere bene i concetti, impedendomi anche di dire le parole in modo chiaro, come se la logopedia non fosse mai esistita nella mia vita. 

Attraverso la voce ho scoperto la diversità delle persone, la loro bellezza, la loro cattiveria, la loro falsità. Le protesi mi hanno regalato una nuova visione, la visione delle sfumature. Non è tutto bianco e nero. È anche grigio. 

Sentire le voci, percepire i suoni, le vibrazioni, l’intensità del parlato è uno dei regali più belli che ho ricevuto e spiegare l’emozione che il solo pensiero ti trasmette è davvero difficile e a tratti commovente.

Tutto può sembrare banale, tutto non è banale. 
La comunicazione verbale non è mai banale. Attraverso di essa, ho intrapreso il viaggio nell’anima delle persone. E che male c’è a dirlo? 

Sono stata accusata di enfatizzare la sordità, di essere così profonda che tutto quello che descrivo non esiste, come se l’ascolto nella sordità fosse un’utopia. Ci tengo a precisare che ognuno di noi ha un vissuto e un’anima e ognuno di noi reagisce e vive le cose in maniera diversa, ma non per questo gli altri sono autorizzati a colpevolizzare CHI VUOLE SENTIRE E CHI VUOLE ASCOLTARE SEMPRE DI PIÙ. 

Parlo di sordità non solo per raccontare la mia storia, quella potrebbe fregare a due o tre persone, parlo di sordità perchè anche nella disabilità c’è la bellezza, la meraviglia, lo stupore. A distanza di dodici anni, riesco ancora a sorprendermi se sento un suono nuovo e gioisco se riconosco un suono che non sentivo da tempo e che ho conservato nella mia memoria uditiva. 

Ognuno di noi fa delle scelte, io la mia l’ho fatta quando, dodici anni fa, decisi di mettere le protesi. Ad oggi, è la scelta più giusta che ho fatto nel meraviglioso viaggio che è la vita. Parlare di disabilità aiuta a non farti sentire diversa, fondamentalmente lo sei, ma perchè ogni singola persona nell’universo è diversa. 

A me fanno paura quelli che si stupiscono della vita che conduco, sono proprio coloro che sono ignoranti in materia e che non hanno voglia di aggiornare il loro sapere.

Non si può essere tuttologi ma si può imparare dall’ascolto le sfumature del sapere altrui, per avere una nuova visione del mondo. Se prima ascoltavo per un sentire fine a se stesso, adesso ascolto per un ascolto non fine a se stesso. 

Questa è la mia strategia. Avere sete di ascoltare e di vita.

 

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Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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