Attimi

Le forze si esauriscono in fretta, e non è che non ci creda, non che non spinga sempre fino allo stremo, ma a volte sembra davvero che la sola volontà non basti. E allora ecco che le mani tremano, le gambe non rispondono più al ben che minimo comando, i piedi sono addormentati e di tanto in tanto si animano di scosse, dolorose e pungenti. La mente invece sembra viaggiare su un percorso parallelo, lei così ostinata, così testarda, così poco incline a pensare e credere che il mio corpo abbia bisogno di fermarsi. Eppure in piedi ci resto, spesso distrutta, ma vestita sempre del mio sorriso migliore. Non avrei alternativa, nessun farmaco a disposizione. Solo respiri e calore. “Come fai? Come ci riesci?” “Ho alternative?” “È atroce!” Sul mio viso spunta un sorriso tirato e imposto e quel piccolo scambio di battute finisce per esaurirsi così. La verità è che lo è, atroce lo è davvero, ma lo sarebbe ancora di più se lasciassi al dolore il diritto di vincere su tutto. Come fare quindi dopo una giornata in cui hai provato disperatamente a ritagliarti un pò di riposo senza per altro riuscirci e sapere di doverti preparare per un appuntamento a cui non vuoi rinunciare? Come fare quando tutto sembra remarti contro? Io la chiamo ostinazione, è un inspiegabile desiderio di ribellione, che mi stringe lo stomaco più del dolore stesso. È un sentire così profondo, così radicato in me da lasciarmi spesso senza parole perchè con il senno di poi, quando il dolore sarà arrivato ad un livello insopportabile, cadere nella trappola del “chi diavolo me lo ha fatto fare?!” è davvero quasi inevitabile. Ma oggi è per me impossibile rinunciare a una ventata di respiri buoni, non riesco più a dire no a sorrisi sinceri ed a incontri che mai mi sarei aspettata, perchè è questo che accade quando ti dai il permesso di spalancare la porta e andare, quando scegli di mostrarti al mondo esattamente per ciò che sei. Non ho mai indossato una maschera, ma ammetto che in passato ho nascosto spesso il dolore, ho abbassato gli occhi e non per vergogna ma per paura che quel dolore per tutto ciò che non potevo più essere riuscisse a trasparire spaventando chi mi era accanto. E il pensiero di ciò che non posso più essere a volte torna e lo fa sempre in modo prepotente, cattivo ma so di potergli tenere testa, so di non volermi far fermare da un’idea che vorrebbe spingermi ad aggiungere limiti inutili a quei limiti imposti che caratterizzano la mia vita. E allora questi respiri buoni me li prendo, queste emozioni inaspettate scelgo di vivermele anche se non so se domani le ritroverò in quegli stessi sguardi, in quegli stessi abbracci, in quegli attimi che nel momento stesso in cui scelgo di viverli si incidono dentro di me, e tracciano un solco profondo. Ed è ecco che mi sento libera, che torno a sentirmi parte di un tutto in cui forse io stessa avevo smesso un pò di credere. Credere, credersi, e poi fidarsi, ascoltarsi è questo a renderci vivi, a lasciarci il diritto di amare ed essere amati, basta questo per vedersi davvero, per riscoprire quell’oltre nascosto dentro ciascuno di noi. E fanno così capolino emozioni che avevo dimenticato. Sensazioni in cui ho ritrovato meraviglia, sorpresa, desiderio, lealtà, premura. Ed ancora, umanità, bellezza e quella fragilità che desidera solo essere protetta, cullata e non compatita, derisa. E il segreto di tutto, la risposta a quella felicità che sembra inspiegabile, la sicurezza di poter combattere il dolore fino a riprenderti quella vita che si ostina a voler scivolare via è darsi al mondo, è lasciare che la Vita ci attraversi davvero. È prendere un attimo, ordinario e possibile, e renderlo straordinario e irripetibile.

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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