All’improvviso sono

Ero, é cosi che devo cominciare, non vorrei ma, IO ERO..occhi, naso, bocca, mani, gambe.
Ero, respiro fatto di respiri, e paura piena di paure. Ero, occhi chiusi e immagini veloci. Ero, mani tremanti strette attorno a sogni che credevo troppo grandi.
Ero me, correvo rincorrendo qualcosa che poi scoprì essere me stessa. Ero, la voglia di andare per scappare, ero voglia di tornare e di non tornare. Ero la scelta di nascondermi e mostrarmi con delicatezza, con la stessa  cura con cui togli la mano davanti gli occhi di un bimbo che non ha mai visto il mare.
Ero te, che mi guardavi e ridevi. E allo stesso modo continuavo ad essere te quando guardarmi significava per te soffrire. Ho smesso di essere te quando soffrire ha significato per te scappare.
Ero, la strada su cui camminavo, qualsiasi strada, l’importante era camminare. Ero, i miei passi veloci sull’asfalto, i miei piedi poggiati con attenzione e forza. Ero, le mie ginocchia che si alzavano per portare il mio corpo più avanti. Ero le corse del mattino, l’aria fredda e l’odore di caffè.
Ero i miei finti balli, le mie scarpe col tacco, i plateau visti in vetrina e che avrei comprato. Ero, i vestiti che non avevo più paura di indossare, quella gonna che ti piaceva tanto, l’ultimo vestito che ho messo perché lui mi notasse. Ero me che amava ad occhi chiusi senza fare attenzione, persa chissà dove senza il bisogno di tornare.

Poi un viaggio obbligato, un reclutamento forzato in un esercito di falsi vinti, e adesso sono.

Sono naso, bocca, mani, gambe. Un’ implacabile trasformazione iniziata all’ esterno e trasferitasi al mio interno. Un’ imprevedibile inversione colma di un rumore agghiacciante.
Improvvisamente, piedi deboli e gambe poco mobili, così divento l’asfalto che mi raccoglie da una caduta, la penna che non riesco più ad usare, il tocco leggero non scelto. Divento le scale come montagne, le possibilità andate in fumo, i sogni sprecati.
Sono paura dell’ignoto e del cambiamento, di quel futuro che non avrei voluto conoscere. Sono gli sguardi curiosi dei bambini, e compassionevoli degli anziani. Sono gli sguardi impauriti e timidi di chi vuole osservare ma sceglie di non farlo, e quelli colpevoli di chi sostiene il mio sguardo guardando troppo in basso. Sono i miei occhi chiusi che immaginano il loro corpo danzare, e magicamente ricominciare a respirare.
Sono tutte le alternative trovate e quelle che cerco ancora. Sono tutto ciò che ero prima, ricordi custoditi con cura, chiusi a chiave in modo da non farli scappare via. Il presente sceglie di farsi vivere dal prima e dal dopo. Lo racconto. Ogni attimo scritto su una pagina bianca che vale una vita intera.

Ho  scelto la mia anima invece della mia malattia. Ogni giorno combatto per lasciarla libera di correre, ed ogni giorno mi meraviglio nello scoprire che va più veloce di quanto abbiano mai fatto le mie gambe, quindi, a pensarci bene, sono gambe veloci e braccia forti.
Sono gli abbracci che riesco a dare e tutti quelli che darò ancora quando sembrerà che non sia più in grado di farlo.
Sono le strade che percorro anche se lentamente, quelle ormai troppo lontane ma che guardo sorridendo.  Sono i sogni per cui lotto e che riesco ad acchiappare, sono tutti quelli che sono capace di sognare, proteggere e difendere. Sono le mie illusioni, piccole e grandi. Sono io che mi rialzo dopo una caduta per non permettere alla paura di lasciarmi per terra.
Sono l’amore che riesco a dare e quello che ho il diritto di avere, sono gli occhi di chi vede il tutto dentro i miei, e quelli di chi riesce a rivedere se stesso. Sono diventata le mani di chi ama il mio corpo guardando solo la mia anima.
Sono il bastone che mi regge e i tutori che mi sostengono, sono l’amore per me stessa,  il rispetto che il mio corpo deve alla mia anima, e la mia anima al mio corpo. Sono me e te nonostante tutto, sono la consapevolezza che l’unica scelta possibile è quella di andare avanti, sempre.

 

Pubblicato nella Elly&Valy | 1 risposta
Valeria Pace

A proposito di Valeria Pace

Sono una giovane malata rara, la mia vita è un costante disequilibrio tra me e l'altra.A volte scelgo di cadere per provare l'ebbrezza del rialzarsi e raccontare cosa ho visto.Faccio scorta di pensieri, sembra non bastino mai. Spinta dal bisogno di trovare un modo per vincere la paura di una malattia degenerativa e rara, di cui ancora poco si sa e di cui pochi sanno, ho deciso di creare un associazione, "Gli Equilibristi -HIBM- onlus". Una rete di pazienti affetti da miopatia ereditaria a corpi inclusi, al fine di garantire loro un aggiornamento diretto sulla patologia. Un mezzo di comunicazione in grado di permettere un incontro, seppur virtuale, atto a un vicendevole sostegno psicologico e a un confronto attivo.

Un commento riguardo “All’improvviso sono

  1. Elisabetta

    “Sono paura dell’ignoto e del cambiamento, di quel futuro che non avrei voluto conoscere.”

    Sono il cambiamento che trasforma il tuo essere e non importa talvolta se in meglio od in peggio, non ti poni la domanda, perche’ il cambiamento quando prende dentro e’ sempre come quel lenzuolo nuovo rimasto chiuso nel cassetto che un giorno apri e srotoli sul letto,..
    il corpo steso, dall’anima avvolto,…
    e Sono,….nel cambiamento,…
    Sono,…

    Elisabetta.

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